Italia, trappola mondiale

La penna degli Altri
sabato, 07 dicembre 2013 alle 10:12
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GASPORT (F. LICARI) - Non è un incubo, perché a Germania e Spagna probabilmente è andata peggio. Non è un incubo, ma fa rabbia lo stesso: perché alla fine il balletto dell’europea in più colpisce l’Italia, subito sfrattata e declassata nell’urna di Africa e Sudamerica. Pensando che il risultato delle alchimie geopolitiche di Blatter è Uruguay
Clima e viaggi Come se non bastasse il gruppo con tre nazionali campioni del mondo (il primo della storia), con 7 Mondiali nell’albo d’oro, ecco la variabile indipendente: clima e logistica. Questo sì che è un disastro. Si debutta a Manaus, piena Amazzonia, alle 21 locali (le 3 di notte in Italia) contro l’Inghilterra: non portatevi il maglioncino di lana per una città decadente e affascinante, dove però Mister No sarebbe molto più a suo agio. Sei giorni dopo – tanto riposo – a Recife contro la Costa Rica, sotto il sole delle 13 (le 18 in Italia). E soltanto quattro giorni dopo si chiude, partita presumibilmente decisiva, con l’Uruguay: sede Natal, ancora ore 13, ancora città calda. Con oltre 3mila km in aereo. Italia tour vacanze.
Manaus per noi Detto che il caldo c’è un po’ per tutti, e che l’Uruguay si farà 1.700 km in più, si comincia però con un classico derby d’Europa che potrebbe lanciare in classifica l’Uruguay, impegnato contro la non irresistibile Costa Rica. La lezione di calcio impartita da Pirlo all'Europeo avrà pure insegnato qualcosa a mr. Hodgson: l’Inghilterra è meno squadra dell’Italia, ma ha più alti e bassi, e Rooney. La buona notizia è che, in risposta a un’intervista del c.t. inglese poco carina verso Manaus, diventata caso nazionale, il sindaco ha detto: «L’Italia è la mia squadra da sempre». Il tifo sarà tutto per noi. Seconda considerazione: l’Uruguay è preferibile a Brasile, Argentina e Colombia, le altre teste di serie sudamericane, ma avrà la rabbia di chi gioca nel suo continente e presenta forse la miglior coppia d’attacco del torneo, CavaniSuarez. Il tutto nell’ultima partita.
Caos Fifa Davvero un peccato. Dopo sorteggi nei quali le carte erano state più o meno aggiustate, in Sudafrica la svolta: usiamo il ranking Fifa che dal 2006 è lo specchio reale dell’andamento della squadre. Ma ci sono un paio di ma. Il primo: la scelta, per la verità fin dall’inizio, di ottobre (ultima giornata delle qualificazioni) invece di novembre (playoff) che avrebbe promosso Italia e Portogallo. Il secondo: l’ingombrante presenza dell’europea in più, mal gestita dal comitato organizzatore, come s’è capito dal rimpallo pubblico di responsabilità tra Platini e Blatter.
Verso la finale? Superata, si spera, la prima fase, non sarà una passeggiata: il gruppo degli azzurri incrocia il C dove Colombia, Costa d’Avorio, Giappone e Grecia si giocano due posti liberi per gli ottavi. Ancora peggio, nei quarti c’è quasi sicuramente una tra Olanda, Spagna e Brasile. Effetto di una disparità del tabellone: la parte sinistra affollata, quella destra con un solo gruppo (GermaniaPortogallo) ad alto tasso di qualità. Andando per approssimazione: vincendo il gruppo potremmo trovare Costa d’Avorio o Giappone negli ottavi, la Spagna nei quarti e l’Argentina in semifinale. Arrivando secondi, si prospettano Colombia, Brasile e Germania. Visti anche gli spagnoli in Confederations, meglio la prima opzione.
W il sorteggio Naturalmente vale tutto, anche il fatto che battendo l’Armenia saremmo stati testa di serie. Ma se poi ci succedeva come alla Germania o alla Spagna? Tutti discorsi che saranno cancellati il 13 luglio 2014, giorno della finalissima di un Mondiale introdotto dalla bellaAdriana Lima e dalle immagini struggenti di Nelson Mandela, ricordato da Blatter in lacrime. Banali le parole della presidente Dilma Rousseff, tutta promesse e tifo da politico che sembra stracciare l’eredità di Lula. Divertiti gli otto campioni sul palco, da Cannavaro a Zidane. Noi speriamo di divertirci tra un po’. Perché, dopo Sudafrica 2010, il movimento italiano non potrebbe sopportare un altro k.o. al primo turno.

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