Una famiglia targata Roma

La penna degli Altri
martedì, 06 luglio 2010 alle 12:01
IL MESSAGGERO (R.RENGA) - Rosella Sensi ha più volte pensato a suo padre, ieri. Attorno volavano numeri, ballavano cifre, s’incrociavano sguardi funerei o di finta partecipazione, mentre cercavano di sfilarle la Roma, che per i Sensi è la vita, il punto d’incontro di tre generazioni: il nonno Silvio, il padre Franco e adesso lei, finita in un angolo. Che avrebbe fatto Franco al suo posto? Avrebbe buttato quelle carte in aria?
Di sicuro, come Rosella, che ne ha ereditato il carattere, avrebbe cercato di tirarla per le lunghe. Per accarezzare ancora la Roma e per non darla vinta a quanti stanno per brindare a un passato che si chiude senza conoscere il futuro, che personalmente, non sapendo, qualche dubbio ci invita a coltivare.
Rosella ha deciso di vendere cara la pelle e di fare resistenza, sommando un no all’altro, tanto da sfinire i contendenti. Prima riunione al caldo, seconda sul calar del sole e rinvio a giovedì, sempre sul tardi e dunque nei pressi di un altro rinvio. Rosella fa melina, tiene la palla, temporeggia. Sa che alla fine dovrà cedere alla forza d’urto delle banche, ma intanto porta la bandiera e sorride ad Adriano, che potrebbe rivelarsi come il suo ultimo acquisto. Il mondo romanista freme, i siti e i forum sono elettrici, i media s’interrogano e Rosella manda baci a papà. Franco aveva un anno quando nacque la Roma, nella quale suo padre aveva portato la Pro Calcio, la Pro Roma, poi divenuta Fortitudo. Fondatore e capitano. Eccelleva nella corsa.
Come Franco, che da ragazzo mostrò di amare più il pallone che i libri e c’è una foto che lo ritrae, bello e sorridente, a sedici anni, con la Coppa di capocannoniere del torneo studentesco. Ci sapeva fare e lo prese la Roma. L’ingegnere gli disse: sei nato per comandare, non per giocare. Si mise a studiare e alla Roma pensava sempre e la vedeva la domenica, nello stadio di legno, che suo padre aveva costruito simile a una nave: s’inclinava, quando la folla si sostituiva al vento e la Roma volava. A ventotto anni fu consigliere, a trentacinque dirigente. Si era intanto laureato in matematica.
E aveva superato il complesso dovuto all’altezza, che lo costringeva ad arrossire e a balbettare nel corso delle prime riunioni della sua vita. Imparò a fare la voce grossa. E capì presto che grande si diventa con le azioni: ci sono giganti che non valgono una lira. Franco invece vinceva sempre e si ritenne imbattibile. Prese la Roma con Mezzaroma nel maggio del 1993. In autunno rimase da solo. Per sette lunghi anni ha collezionato posizioni che vanno dal dodicesimo al quarto e al quinto posto, ottenuto per tre volte.
Condusse indimenticabili battaglie politiche. Sino a quando si arrese, lasciando il rivoluzionario Zeman per chiamare Fabio Capello, gradito al sistema. Ci disse, amareggiato per la sconfitta: se continuo così, neppure una coppetta Italia mi fanno vincere.
Al vertice, fece sapere, c’era un’associazione per delinquere. Andate a rileggervi le pagine di Calciopoli: aveva ragione. Comprò Batistuta, portò gli ingaggi a livelli inesplorati, toccò lo scudetto e si avviò verso una drammatica resa economica.
Il calcio era cambiato: per combattere contro Milan, Inter e Juventus ci volevano strutture e danaro, non bastavano le idee. Dino Viola, un genio, doveva vedersela solo con la Juve. A Franco era toccato in sorte il periodo delle multinazionali. Si prosciugò. Vide, nei suoi ultimi anni, sciogliersi un impero. Le sue ultime parole, giusto due anni fa, sono state per Rosella e offerte alla Roma. Negli ultimi dieci anni, la Roma ha vinto uno scudetto, collezionato sei secondi posti, due supercoppe, due coppe Italia. E’ tra le prime squadre d’Europa, nonostante Rosella, subentrata nel momento delle difficoltà, sia stata costretta a gestire solo i soldi che la Roma produceva. Facile fare calcio con Mediaset, Fiat e il petrolio di Moratti alle spalle.
Rosella, accanto alla quale silenziosamente hanno vissuto la madre Maria, la zia Angela, le sorelle Cristina e Silvia, non è stata amata e mai capita. Ha preso tecnici bravi, ha fatto scelte giuste, lascerà, quando sarà costretta a cedere le armi, un’eredità fatta di equilibrio e onestà. Avrebbe gradito l’affetto.

APPENA ARRIVATO

molina 1

Molina: ufficialità in serata. Domani le prime parole da giallorosso

ago 11, 22:21

È tutto pronto per l’ufficialità di Nahuel Molina alla Roma. Dopo l’arrivo nella Capitale e le visite mediche, il club giallorosso pubblicherà in serata il comunicato ufficiale relativo all’acquisto d...

bac Luis Henrique

Calciomercato Roma, base d’intesa con l’Inter per Luis Henrique: si attende il sì del giocatore

ago 11, 22:14

Passi avanti della Roma per Luis Henrique. Dopo l’interesse emerso nelle ultime ore, i giallorossi avrebbero trovato una base d’intesa con l’Inter per il trasferimento dell’esterno brasiliano. Secondo...

Screenshot_11-8-2026_193510_www.instagram.com

Koné è tornato a Trigoria: "Manu is back" (VIDEO)

ago 11, 19:33

Il ritorno di Manu Koné a Trigoria. Dopo il Mondiale giocato con la Francia il centrocampista ha svolto agli ordini di Gasperini la prima seduta della stagione. Un innesto importante per la rosa, anch...

Piemonte

Femminile, la Roma vince la prima amichevole della stagione: 3-1 alla Ternana (VIDEO)

ago 11, 19:20

Prima amichevole con vittoria per la Roma femminile di Piovani. Al Giulio Onesti è stata regolata 3-1 la Ternana. Doppietta di Piemonte e rete di Oliviero. Le ex Lazio insomma subito decisive. Per la...

Foto

Loading