In cerca di mail, comunicazioni e riscontri bancari i carabinieri del Nucleo investigativo hanno perquisito l’ufficio e l’abitazione del soprintendente Francesco Prosperetti, estendendo la verifica anche all’appartamento di Paolo Desideri, l’architetto che vanta, fra i suoi dipendenti, la figlia dello stesso numero uno della soprintendenza, ossia Beatrice Prosperetti. Come è scritto nel decreto, il dirigente del ministero dei Beni Culturali è accusato di corruzione. Secondo gli investigatori avrebbe stretto un patto con Luca Parnasi: in cambio della archiviazione di un vincolo ipotizzato sullo stadio di Tor Di Valle avrebbe fatto convergere su Desideri un incarico professionale di grande (e ben remunerato) prestigio. É il cuore del metodo Parnasi: tu mi aiuti nella partita di Tor Di valle io ti ricompenso con una consulenza o con un incarico. Ecco cosa si legge nel documento: «
Abusando della sua qualità e dei suoi poteri di pubblico ufficiale previi accordi con Paolo Desideri indebitamente induceva Parnasi, con la mediazione dei collaboratori di quest’ultimo Luca Caporilli e Simone Contasta, ad attribuire a Desideri (amico di Prosperetti e a lui legato in ragione del rapporto di collaborazione personale con la figlia Beatrice) l’incarico professionale di progettazione della ricollocazione e ricostruzione di una campata strutturale dell’ex ippodromo di Tor Di Valle quale adempimento necessario al fine di richiedere l’archiviazione della proposta di apposizione del vincolo
» Le nuove accuse nei confronti del soprintendente sono compendiate in un’informativa depositata in Procura il 15 ottobre scorso. Si tratta di una delle ultime relazioni che i carabinieri hanno recapitato alla pm Barbara Zuin impegnata nell’indagine sul progetto-stadio.
(corsera)