Per due settimane Donyell Ma-len aveva fatto sembrare il gol un'operazione elementare. Ieri sera, invece, la Roma ha scoperto qualcosa di forse ancora più utile: può vincere anche quando il suo centravanti non segna. Può perfino arrivare agli ultimi cinque minuti sotto di un gol, dopo aver sbattuto per una partita intera contro l'Atalanta, e ribaltarla con Hermoso e Soulé. Un 2-1 che rompe il primo piccolo automatismo di questa stagione: fino a ieri, Roma e gol di Malen sembravano quasi la stessa cosa. (...) Gasperini qualche giorno fa aveva provato a spiegare la semplicità quasi irritante con cui il suo centravanti arriva al tiro. «Il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara». Tre tocchi. Tutto il calcio di Malen sembra potersi comprimere dentro questa sequenza elementare: ricevere, prepararsi, tirare. L'intuizione della Roma è stata avvicinare il più possibile quei tre gesti alla porta, dove il tempo si restringe e chi sa già cosa fare parte con un vantaggio enor-me. L'Atalanta ha provato a fare esattamente il contrario. Allontanarlo dalla porta, sporcare la sequenza, costringerlo a qualche pensiero in più. (...) Malen aveva trasformato l'area di rigore in un luogo stranamente semplice, quasi privo di complicazioni. Il suo talento sta anche nel togliere passaggi al gioco: controllare, sistemarsi, calciare. Ridurre il calcio all'essenziale prima che la difesa abbia il tempo di organizzarsi. Ieri il meccanismo si è inceppato. E Gasperini non ha aspettato che la partita gli restituisse da sola il centravanti delle prime giornate. Poco dopo l'ora di gioco lo ha richiamato e ha mandato dentro Santiago Castro. Anche l'argentino ha sbattuto contro la serata, arrivando però molto più vicino al gol: un palo e una traversa. Poi, la partita ha cambiato proprietario. E la Roma resta lassù, prima in classifica.
(La Repubblica)