Ma mica la Roma, ne farà quattro pure all'Atalanta? No, impensabile. C'è curiosità, però. Che squadra vedremo, che prestazione ci arriverà sotto gli occhi? Del resto, quello di domani, è il primo test importante per la Roma di Gasperini, che appunto, in scioltezza ha superato con due poker Fiorentina e Lecce, potendo pure segnare di più. E lo stesso vale per l'Atalanta, che però si presenterà domani all'Olimpico dopo due successi molto sofferti, con Sassuolo e Bologna. Diciamo che la bilancia pende dalla parte di Gasp, per stato di forma, per calciatori superiori, vedi Malen, per tenuta mentale, entusiamo etc, ma questo conta solo in teoria. (...)Oggi questo match diventa, oltre che importante, pure particolare pure per certi incroci tra giocatori, passati da una parte all'altra nel tempo. Il più clamoroso proprio l'arrivo di Gasp a Roma dopo un decennio di successi a Bergamo. Scamacca ha sangue romanista e cerca i gol per la Championsne-razzurra, come lui anche Zalewski (e in minima parte Zappacosta, passato da queste parti come una meteora, senza quel sangue romanista degli altri due). Stesso dicasi per Raspadori, che giallorosso non è mai stato, ma si è solo avvicinato lo scorso gennaio. A Roma non lo rimpiangono, lui è stato consapevole e felice della sua scelta che, alla luce dei risultati, non è stata felicissima: Jack ha quest'anno per rinascere, anche in vista della Nazionale. Da queste parti, brillano i due capitani Mancini e Cristante, che vengono proprio da lì e ormai a Bergamo, da anni, non pensano più. Sono diventati due figli di Roma, forse più Gianluca che Bryan, quest'ultimo costretto, senza speranza, a dover piacere a tutti e diventare, in campo, quello che non è. Ultimo arrivato niente po' po' di meno che l'ex capitano della Dea, Marten de Roon, diventato con Sarri l'ultima ruota del carro e in-vece per Gasp resta un calciatore affidabilissimo nonostante i suoi quasi trentasei anni. (...) Infine c'è Gollini, una presenza lo scorso anno: a Roma è rimasto volentieri, ora ha anche migliorato il rapporto con Gasp. Pure per lui, anche se davanti ha un mostro come Svilar, Bergamo è dimenticata. (...)
(Il Messaggero)