LAROMA24.IT – È bastata la prima conferenza stampa per rimettere sul cielo di Trigoria la nube scura del Fair Play finanziario che accompagna la Roma da anni, ancor più nell’ultima stagione, avvicinandosi la resa dei conti dell’accordo siglato nel 2022 con l’Uefa. Partendo dalla fine, dalle parole più recenti di Gasperini, si capisce come la materia sia mutevole o quantomeno poco chiara anche tra gli stessi protagonisti: Ranieri e Massara prima, D’Amico e Galantic ora, oltre all’allenatore, hanno dovuto muoversi sul pavimento scivoloso del settlement agreement. La conferma arriva dalle parole di Gasperini, che ammette come avessero pensato ad un calciomercato, di fatto, non realizzabile: “Noi siamo partiti con dei profili molto alti, non è una novità questa. Però ci siamo poi dovuti scontrare con l’esigenza di mantenere il monte ingaggi sotto certi tetti e quindi non riesci ad andare a prendere giocatori affermati che magari abbiano necessariamente le caratteristiche che ricerchi”. Il tono, poco dopo, si fa inevitabilmente più infastidito: “Inutile girarci intorno: c’è questo Fair Play Finanziario che è limitante. Forse la Roma è l’unica società in Italia che deve pagare questa situazione”.
La confessione viene ribadita all’incalzare delle domande: “Anch’io – dice Gasperini - pensavo che dopo sei mesi, oppure con l’arrivo in Champions, la situazione fosse del tutto risolta. Non è così. È questo che ci costringe a fare questo tipo di mercato. È un mercato creativo, ma molto positivo”. In più, il tempo sta per scadere per portare i compiti ben fatti all’Uefa, come chiarisce lo stesso allenatore: “C’è anche da dire che la Roma ha già avuto due dilazioni e probabilmente adesso non ci sono più le condizioni per averne altre dall’Uefa”.
“Questa è un po’ la situazione, che comunque tutti conoscete”. Più o meno, verrebbe da dire. Comunque “non è una cosa che è cascata adesso per caso: il problema è che magari ora è arrivata la resa dei conti”. Ecco come ci si è avvicinati, a parole, alla resa dei conti.
ESTATE 2025 - A partire da più di un anno fa, dal 17 giugno 2025, data scelta per la conferenza stampa di Ranieri, nel nuovo ruolo dirigenziale, con al fianco il suo successore, Gasperini. Introdusse l’argomento l’ex senior advisor: “Sa delle difficoltà che incontreremo in questi due mercati”. Nota bene: i due mercati sarebbero quello estivo del 2025 e gennaio 2026. Risposta del tecnico sul tema: “Ci siamo confrontati sulle loro idee, sappiamo della situazione di Fair Play Finanziario di questi due mercati, ma è una società molto forte, che ha intenzione di investire nella Roma ma bene, in modo più sostenibile rispetto agli anni precedenti e vogliono portare la Roma in alto”. Nella stessa conferenza, a Ranieri viene chiesto un perimetro più preciso sulle limitazioni del settlement agreement stipulato: “Ci sono dei paletti – la risposta -. Siamo vicini, manca qualcosina, sono sicuro che riusciremo a essere dentro questi parametri da rispettare a giugno 2026, poi saremo liberi di lavorare con più tranquillità. La società si sta adoperando, non può mettere soldi altrimenti li avrebbe messi. Ci sono due mercati in cui stringere i denti, in cui trovare giocatori validi. Dobbiamo stimolare le idee e farci trovare pronti, parlo del calcio italiano in generale".
Toccherà poi a Massara presentarsi in un’intervista casalinga a Trigoria, a poche ore dalla sua nomina ufficiale come nuovo direttore sportivo: “Siamo tutti a conoscenza che ci sono dei paletti piuttosto stringenti da rispettare con il fair play finanziario, quindi lavoreremo nella direzione per fare delle cose che possano essere sostenibili, ma comunque funzionali alla crescita della squadra”.
Giugno finirà e l’inizio di luglio porterà una nuova multa, di 3 milioni, relativa al bilancio chiuso l’anno precedente per aver “leggermente sforato l’obiettivo intermedio fissato”, come spiegherà l’Uefa.
Il 17 agosto, dopo l’amichevole col Neom, la pressione dell’inizio ufficiale della stagione cambia il tono delle dichiarazioni di Gasperini: “La situazione legata al fair play finanziario la conoscete tutti: se dobbiamo stare fermi così a me non piace, è da più di 20 giorni che siamo fermi sul mercato. Se dobbiamo fare altre operazioni speriamo di riuscirci senza perdere giocatori. Io sono stato chiarissimo con la società e anche loro sono stati chiari con me su quello che c'è da fare. Speriamo di poterlo realizzare”. La sensazione è che per quelle ultime operazioni, Sancho è il nome che circolava con più insistenza, serva una cessione compensativa.
AUTUNNO 2025 – Nel saldo tra entrate e uscite nel valore dei cartellini, il conto dell’estate romanista sarà negativo di quasi 60 milioni di euro. L’impatto a bilancio, il valore che si è imparato nel tempo a considerare maggiormente rispetto al precedente, registra un -5,93 milioni di euro. Nell’intervista di inizio settembre a Sky Sport, Claudio Ranieri è più perentorio sulla situazione, quasi a far suonare un allarme che non sembra pienamente recepito dentro e intorno al club: “Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato, vediamo come ci classificheremo, che percorso faremo in Europa League. Sono tutte entrate che porteranno dei valori aggiunti. Poi dopo al limite ci sarà da vendere qualcuno, perché non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso. Lo scenario è questo: se benauguratamente arrivassimo in Champions League, con il cartellino rosso non la potremmo disputare. Dobbiamo tenere i conti veramente a posto”. Si appoggia agli obblighi imposti dal Fair Play finanziario anche per spiegare la trattativa non portata a termine per Sancho: “Economicamente era molto, molto pesante, però i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta”. Prima di confermare quello che già serpeggiava a fine agosto e che, in parte, sembra tornato d’attualità ora: “Certo, ci sarebbe stato da vendere qualcuno: finché non fosse uscito un pezzo pregiato non avremmo potuto farla – aggiungerà Ranieri -. Ma quel pezzo pregiato non credo che si sarebbe mai venduto, perché i giocatori di valore noi vogliamo tenerceli. Più in generale, abbiamo inserito dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo. Perché se fosse necessario dovremmo eventualmente vendere e rientrare nei parametri di questo Fair Play Finanziario”.
La sensazione di avere le mani pressoché legate si evince anche dalle interviste pre-partita di Massara tra il 18 ottobre e il 29 ottobre quando, in tre appuntamenti diversi, l’allora direttore sportivo parla di “margini dei paletti del Fair Play finanziario ristretti, così in estate e così saranno ancora a gennaio”, cinque giorni più tardi definirà “molto strette” le maglie all’interno delle quali si trova la Roma, infine, il 29 ottobre, prima della gara col Parma, aprirà la risposta sul mercato invernale con l’ormai canonica premessa: “Dobbiamo confrontarci con le restrizioni del Fair Play Finanziario”.
PRIMAVERA 2026 – La questione interna alla Roma s’arroventerà nei primi mesi dell’anno fino a deflagrare con l’intervista prepartita di Ranieri contro il Pisa che segnerà il punto di non ritorno. Anche in quell’occasione, l’ex dirigente spiegherà come “con il fatto del fair play finanziario, abbiamo dovuto prendere tanti giocatori in prestito”. Siamo al 10 aprile, un paio di settimane prima, in una conferenza stampa, Gasperini definisce l’eventuale qualificazione alla prossima Champions League come “importante soprattutto per il motivo economico”. E una settimana prima dell’exploit di Ranieri, l’allenatore, stimolato ancora sulla questione dei conti, dirà: “Quello che ci si porta dietro dalle precedenti gestioni è arrivato al momento che pesa”.
Si arriva a Verona, la Roma centra il traguardo della qualificazione in Champions League, Gasperini è praticamente solo al comando, con Ranieri già allontanato e Massara soltanto in attesa di salutare. Nella conferenza stampa dopo l’ultima partita di campionato, però, quella libertà in cui si sperava a inizio corso una volta superato il 30 giugno 2026 appare meno tangibile, già nelle parole. “Ora bisogna capire quali sono le dimensioni di questo Fair Play Finanziario. All'inizio quando sono arrivato pensavo che finisse con giugno, che fosse solo un anno di difficoltà, invece bisogna capire”, le parole di Gasperini.
Siamo alla storia recente. A giugno, intanto, arriva un’altra multa dall’Uefa: 2 milioni per aver sforato nuovamente il target intermedio, altri 4 per non aver rispettato il rapporto nello squad cost rule. Ironia della sorte: il comunicato dell’Uefa, riferito comunque al bilancio chiuso nel 2025, arriva il 17 giugno 2026, ad un anno esatto dalla conferenza di presentazione di Gasperini con Ranieri. Il 13 luglio, nell’intervista a Radio Anch’io lo Sport, l’allenatore della Roma si esprime così: “Penso che queste condizioni del fair play finanziario non sono mai così precise e definite, variano da squadra a squadra. La Roma ha anche la necessità di ripianare dei bilanci che negli anni scorsi sono stati pesanti. Mi auguravo e mi auguro che tornare in Champions fosse sufficiente, ma è chiaro che i bilanci sono fondamentali per le società. Credo ci sarà più chiarezza nelle prossime settimane”. Cinque giorni dopo, il 18 luglio, tornerà a parlare nella prima conferenza stampa della nuova stagione, confessando il disorientamento sul tema del Fair Play finanziario: “Ci sono difficoltà e informazioni che cambiano. A volte ho delle informazioni e dopo un po' diventano altre, così è per il FFP, dove speravo che l'accesso in Champions fosse determinante per risolverlo, poi vieni a sapere che no, non è così”. Il 29 luglio la Roma nomina John Galantic come nuovo amministratore delegato, o CFO per dirlo come si usa ora. Fino a quel giorno, eccezion fatta per il riscatto di Malen e il rinnovo di Dybala, la Roma non aveva mosso una foglia sul mercato.