Iturbe: «Sono un po’ pazzo, mi piace fare le cose cattive»

La penna degli Altri
sabato, 19 luglio 2014 alle 11:56
iturbe autografa maglia conf
CORSERA (G. PIACENTINI) - La faccia è da bravo ragazzo, la compagnia - mamma al seguito insieme alle due sorelline oltre al suo agente - pure. Non ci fossero i tatuaggi e gli orecchini a dargli un’aria «da grande», Manuel Iturbe sembrerebbe un ragazzo del settore giovanile e non uno degli acquisti più onerosi della storia giallorossa. Forse è anche per questo che prova a lasciare subito il segno. «A me piace tantissimo fare le cose cattive, diciamo che sono un po’ pazzo, ma mi piace essere un po’ cattivo in campo, perché sappiamo che anche i difensori lo sono ». La dinamica del suo trasferimento alla Roma è stata così rocambolesca, che la sua versione dei fatti non può non essere presa in considerazione.
Il presunto volo che avrebbe dovuto prendere per andare a Torino a firmare con la Juventus ormai appartiene alla storia. «Sono sincero, io sono stato in vacanza con la mia famiglia e non sapevo niente del mercato. Non ho mai avuto in programma un viaggio per andare a Torino - dice senza troppa convinzione - sono venuto a Roma perché il mio agente era qui. Appena arrivato mi ha detto: “Manuel abbiamo questa offerta che è buona e piace anche a me”. Io ho risposto “Andiamo avanti”. Il giorno seguente abbiamo firmato». Grande regista di tutta l’operazione è stato il d.s. Sabatini. «Ringrazio Walter e tutti quelli che hanno permesso il mio trasferimento. La Roma è una grande squadra, non era facile trovare un accordo col Verona. Sono davvero felice di essere qui».
Anche grazie al suo arrivo i giallorossi lotteranno alla pari con la Juventus per lo scudetto. «Tutte le squadre di A vogliono vincere lo scudetto, noi siamo competitivi e guardiamo sempre avanti, speriamo di fare un bel campionato. Le pressioni? Io sono tranquillo, mi piace che la gente sia più calda a Roma». Rudi Garcia ha puntato molto su di lui. «Sono qui per imparare. Sono ancora un calciatore giovane, credo che con Garcia imparerò tante cose che mi mancano. Quando sono arrivato ha detto che mi voleva come giocavo nel Verona. In questi giorni vedremo in che ruolo mi farà giocare, ma devo allenarmi per restare in una squadra così competitiva. Migliorerò al fianco di De Rossi e Totti, il capitano è un emblema».

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