Se la Roma ci si riaffaccia in Champions a sette anni di distanza, per Paulo Dybala gli anni di astinenza sono stati ben cinque. Insomma, non una sofferenza profonda come quella giallorossa, ma comunque sempre un'assenza importante. E allora ecco anche perché la Joya ci tiene tanto a giocare domani pomeriggio a Istanbul, contro il Fenerbahçe, nell'esordio giallorosso in Champions League. Perché quella coppa l'ha sognata a lungo, anche in queste prime quattro stagioni giallorosse. E ora che è alla quinta avventura romanista, vuole provare a lasciare il segno. Esattamente come era riuscito a fare nel 2017, quando con 4 reti contribuì in modo importante a portare la Juventus fino alla finale, poi persa contro il Real Madrid per 4-1.
Insomma, nella Roma che torna in Champions l'uomo chiave sarà ancora Paulo. Non che la Roma punti ad arrivare in finale come quella Juventus lì, è ovvio, ma anche solo per fare un'ottimo percorso e andare il più avanti possibile Gian Piero Gasperini ha deciso di affidarsi soprattutto a lui. Per l'esperienza che ha in campo internazionale, per aver già giocato questa coppa in sette occasioni (più di qualsiasi altro giallorosso) e per la qualità che può mettere in qualsiasi giocata. Insomma, nella Roma che torna nell'Europa che conta a guidare è proprio lui. Anche per quello che rappresenta, per la simbologia che lo accompagna. [...]
Tra l'altro Dybala ci tiene a giocare e a vincere anche perché quella di domani sarà una partita particolare. Un po' perché si ritroverà di fronte Romelu Lukaku, il suo compagno di reparto di due anni fa in giallorosso. E un po' perché dall'altra parte si sarà anche quel Mason Greenwood che è stato il sogno del mercato estivo della Roma. Solo che l'inglese, nel caso fosse arrivato nella Capitale, avrebbe giocato proprio a destra, dalla parte di Dybala, togliendo probabilmente spazio alla Joya. Ecco, nell'orgoglio personale di ogni giocatore c'è la voglia di ribadire la propria supremazia, di marchiare il proprio territorio. E Dybala, appunto, avrà anche voglia di dimostrare a Greenwood che il più bravo, lì a destra, resta ancora lui. E che se fosse sbarcato a Trigoria, si sarebbe dovuto mettere in fila, aspettando il suo turno. E Lukaku? Con il belga Paulo avrebbe dovuto comporre la coppia dei sogni, anche se le cose poi sono andate diversamente. In quella stagione, però, i due hanno collezionato complessivamente 37 gol e 15 assist (21 reti e 5 assist per Romelu, 16 e 10 assist per l'argentino), con Lukaku che ha segnato ben 17 reti con Paulo in campo (e la Joya 15 con l'assistenza di Big Rom).
E allora domani, a meno di colpi di scena improvvisi, toccherà ancora a lui. Gasperini fin qui ha sempre detto pubblicamente di voler utilizzare Dybala il più a lungo possibile, ogni qual volta stia bene. In effetti, prima della sfida con l'Atalanta un dolorino Paulo l'ha accusato, ma poi ha deciso di andare in campo lo stesso e di giocare tutta la partita. E allora succederà così anche in Turchia, considerando che al momento del fischio iniziale domani saranno passati quasi cinque giorni dalla sfida vinta con i nerazzurri allenati da Sarri. Anche perché in uno stadio infuocato come quello del Fener ci vorrà il massimo dell'esperienza e dell'abitudine a giocare certe partite, senza avere il pallone che scotta tra i piedi. [...]
(gasport)