"A cosa può essere dovuto l'infortunio di Zaniolo? Al modo di giocare diverso rispetto a prima, è più aggressivo, con contatti più importanti. Il gesto atletico nel calcio di oggi è cambiato, è sempre più di contatto, con strategie di gioco che mirano ad intercettare la palla non già su chi, nelle azioni di giuoco riceve, ma piuttosto su chi porta la palla, per impedirgli di effettuare il passaggio e questo rende gli interventi più forti ed aggressivi, un po' come accade nel football americano dove bisogna intercettare la palla prima che venga lanciata". Il prof.
Francesco Falez, Presidente Siot (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia), spiega così, all'agenzia di stampa, i tanti infortuni al crociato, ultimi quelli dell'attaccante della Roma,
Nicolò Zaniolo, e, con dinamica diversa, del difensore della Juventus,
Merih Demiral nella sfida dell'Olimpico di ieri sera.
"Zaniolo dopo 40 metri di corsa è rimasto tra due giocatori e gli si è girato il ginocchio, c'è un cambio di modalità negli interventi dei calciatori in campo, un gesto atletico cambiato rispetto a prima", ha aggiunto Falez, secondo il quale il campo di gioco rovinato può essere un fattore, ma non quello principale.
"Il campo, dopo due gare in 48 ore, sicuramente poteva essere rovinato, ma l'incremento numerico di questo tipo di infortuni non può dipendere solo da quello. Può incidere il campo ma non è la prima variabile. C'è la preparazione, la più facile stancabilità, il modus operandi. Scendendo poi a livello dei dilettanti c'e l'emulazione del gesto senza la giusta preparazione fisica alla base di tanti infortuni", ha proseguito il Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia.
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