IL PUNTO DEL MARTEDI' - CAPUTI: "Roma passata, in un nonnulla, dall'euforia all'incubo" - BOCCA: "Ma come è possibile che sia diventata un Amazon del calciomercato?"

28/08/2018 alle 11:01.
giornali-nazionali-italiani

LAROMA24.IT - 3-3 nel debutto stagionale all'Olimpico per la Roma di : dominata dall'Atalanta nel primo tempo, torna in auge nel secondo grazie ai cambi apportati dal tecnico. "Tanti, troppi, gli errori nel primo tempo per una squadra che vuole primeggiare con e . La qualità vista nel secondo tempo è certamente una risorsa, ma c’è davvero tanto da lavorare", per Andrea Di Caro su "La Gazzetta dello Sport". Per Massimo Caputi su "Il Messaggero" "la Roma è infatti passata, in un nonnulla, dall'euforia all'incubo. Perchè di ciò si è trattato: nei primi 45' minuti la Roma è stata letteralmente asfaltata da un'Atalanta veloce e corale, sfrontata e organizzata".

Chiosa Fabrizio Bocca sulle colonne de "La Repubblica": "Ma quand’è e com’è possibile che la Roma sia diventata l’Amazon del calciomercato per cui basta collegarsi al sito e puoi comprarti tutto quello che vuoi, a patto che il prezzo soddisfi il venditore?".

Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.

GAZZETTA DELLO SPORT (A. DI CARO)

Nella giornata delle partite a due facce, dopo -Milan e -Torino, il gran finale lo regala , gara pazza dunque emozionante e divertente, piena di gol, occasioni, prodezze, salvataggi, errori, parate. Per i puristi della tattica gli ultimi 20 minuti devono essere stati una luna park impazzito che con il calcio organizzato ha poco a che fare: saltati tutti gli schemi, il cuore oltre l'ostacolo, tanti duelli uno vs uno. , con feroce onestà, l’ha definita «in certi momenti una gara tra scapoli e ammogliati». Noi usiamo come metafora un incontro di boxe con pugili stanchi che alla fine alternavano un cazzotto per uno, cercando il colpo del k.o.; che non è arrivato e sarebbe stato alla fine ingeneroso per chi lo avesse subito. Perché la Dea, nonostante il in vista del ritorno di Europa League, ha mostrato tutta la sua bellezza in un primo tempo in cui è stata perfetta e padrona del campo, portandosi sul 3-1 e dominando la Roma. Secondo tempo, ecco un’altra partita: la veemenza con cui i giallorossi sono tornati in campo ha ricordato l’anima battagliera mostrata nella scorsa . Due centurioni di quel che resta della vecchia guardia giallorossa - e - hanno guidato e firmato la rimonta. ha cambiato e messo punte, variando il modulo da a , fino ad arrivare a una specie di 3-2-5 con Nzonzi e mediani e in avanti tutti insieme Kluivert, Under, Pastore, Schick e . Con l’Atalanta che sembrava alle corde la Roma ha avuto parecchie occasioni anche per vincere la partita (con , Schick e Kluivert), ma l’Atalanta nel finale ha ritrovato le sue ripartenze e avuto anche lei occasioni per il clamoroso, a quel punto, 3-4.

[...] Nel giorno della cessione di , amato dai tifosi, ha schierato Pastore esterno d’attacco e non più interno, poi dopo un tempo ha tolto Cristante e Pellegrini, di fatto i giocatori che hanno reso nei piani della Roma l’olandese sacrificabile. Ce n’era abbastanza per aprire il caso, il gol di ci ha messo una pezza... Tanti, troppi, gli errori nel primo tempo per una squadra che vuole primeggiare con e . La qualità vista nel secondo tempo è certamente una risorsa, ma c’è davvero tanto da lavorare.


IL MESSAGGERO (M. CAPUTI)

E pensare che la serata era iniziata nel migliore dei modi: Pastore, il giocatore più atteso, con uno splendido colpo di tacco aveva portato in vantaggio la Roma. Era trascorso poco più di un minuto, tanto quanto è durata nel primo tempo la partita della squadra di .  La Roma è infatti passata, in un nonnulla, dall'euforia all'incubo. Perchè di ciò si è trattato: nei primi 45' minuti la Roma è stata letteralmente asfaltata da un'Atalanta veloce e corale, sfrontata e organizzata. La differenza di velocità tra le due squadre è stata impressionante, con i giocatori giallorossi travolti e impotenti, sovrastati in ogni scatto e contrasto.  Va bene l'evidente differenza di condizione atletica per le gare giocate nei preliminari di Europa League dall'Atalanta, ma il divario e lo strapotere della formazione bergamasca sono stati totali: nelle gambe, nel pensiero e nell'organizzazione tattica. Soffocata dall'uomo contro uomo a tutto campo, la Roma è apparsa una squadra slegata e senza alcuna idea, neanche quella di fermarsi aspettando che la buriana passasse. Questo è l'aspetto più preoccupante, 45' minuti di assenza totale, oltretutto Gasperini, in vista del ritorno giovedì contro il Copenaghen aveva fatto ampio , lasciando in panchina perfino un giocatore rappresentativo e temuto come il Papu Gomez.

Nel secondo tempo qualcosa è indubbiamente cambiato, c'è stata una reazione importante, con il pareggio che vale doppio. A parte l'inevitabile calo fisico dell'Atalanta, la Roma, mutata in alcuni uomini, Nzonzi e Kluivert, e nel modulo tattico, è migliorata nell'atteggiamento e nella capacità di creare occasioni da gol. La reazione è stata da squadra importante e di qualità, ha addirittura accarezzato l'illusione del successo. Non sono comunque pochi i dubbi e gli interrogativi che si porta con se dopo la gara di ieri, principalmente quelli emersi nel primo tempo. La staticità e l'approssimazione della difesa, l'inconsistenza di Cristante e Lorenzo Pellegrini, la posizione di Pastore, la poca organizzazione di squadra, lunga e sfilacciata, lontanissima dalle idee del tecnico, che la vuole corta e in pressing nella metà campo avversaria. Sarà solo una questione di tempo? Di una condizione fisica da migliorare? Senz'altro, c'è comunque tanto lavoro che attende . Dovrà scegliere gli uomini e il modulo migliori. Gli innesti di Kluivert e Nzonzi, con Pastore liberato nella trequarti, hanno indubbiamente migliorato la squadra. Certo, era difficile fare peggio dopo quell'orribile primo tempo, ma va dato atto alla squadra di aver reagito con il piglio giusto e di poter contare su più uomini da inserire in corsa. Giovedi la Roma conoscerà le prossime avversarie in e venerdì andrà a far visita al Milan, il futuro è già adesso.



LA REPUBBLICA (F. BOCCA)

Alla fine l’Olimpico è rimasto muto e frastornato, mentre in maniche di camicia è rientrato negli spogliatoi furibondo e stremato. Stravolto da un 3- 3 con un’Atalanta 2 - nemmeno quella titolare - che è costato la fatica di dieci partite. Sono tempi duri per le anti o anti qualcosa che siano, posto che la Roma sia mai stata nel novero delle aspiranti scudetto. E anzi forse proprio i sei gol dell’Olimpico, con l’Atalanta avanti fino al 3- 1, ci dicono quale differenza ci sia tra la super élite del campionato e chi invece deve sempre inventarsi qualcosa di estremo pur di evitare una figuraccia e strappare almeno un risultato dignitoso. La Roma oggi non sa ancora chi sia, è in una situazione abbastanza simile a quella dell’, mentre l’Atalanta ha una sua identità precisa. E gode pure parecchio a far soffrire chi è più grande e famoso (è la quinta volta consecutiva che i bergamaschi fanno risultato all’Olimpico contro la Roma).

La partita è stata una trappola tesa da Toro Seduto Gasperini. Lo stupendo gol di tacco di Pastore dopo poco più di un minuto ha illuso e spento al tempo stesso la Roma, che è finita travolta dai cavalli bradi dell’Atalanta. Duvan Zapata ha bruciato l’erba a destra e a sinistra dell’area romanista, e hanno perso le misure e il controllo stesso del colombiano. Il pareggio di Castagne è stato di prepotenza, Emiliano Rigoni, 25 anni, argentino con passaporto italiano, arrivato in prestito dallo Zenit dieci giorni fa per le lamentele di Gasperini sul "mercato triste", ha addirittura portato al largo l’Atalanta con una doppietta. La Roma fischiata all’uscita del primo tempo si è ritrovata alla mercé dell’Atalanta e ha avuto bisogno di recuperare lucidità nello spogliatoio per poter riorganizzare almeno la difesa e accendere una reazione d’orgoglio. Ha cambiato modulo ( 4- 2- 3- 1), messo l’esordiente e imponente Nzonzi e a guardia della difesa, spostato Pastore sulla trequarti dietro , inserito Kluivert che era stato l’asso della vittoria di Torino. La scossa ha portato a una Roma più elettrica, ha tirato fuori un gol di contropiede, e la partita - per altro divertentissima - ha perso presto qualsiasi razionalità tattica, con la Roma che ha buttato dentro tutti i jolly rimasti. , Schick, Pastore, Ünder e Kluivert tutti insieme. Fino a quando il 3-3 lo ha messo dentro non uno di questi, bensì, beffardamente, che era stato uno dei responsabili del tracollo.

«Sembrava una partita scapoli- ammogliati - ha detto - avrei dovuto sostituirne 7/ 8 all’intervallo per come stavamo giocando. Troppo brutti per essere veri, certe volte divento matto…» Il romanista come sempre è corso a riempire l’Olimpico sostenuto dalla fede, anche se stavolta qualche domanda blasfema ha dovuto farsela. Ma quand’è e com’è possibile che la Roma sia diventata l’Amazon del calcio mercato per cui basta collegarsi al sito e puoi comprarti tutto quello che vuoi, a patto che il prezzo soddisfi il venditore? Passi per che il Liverpool ti dà 70 milioni, passi per che fa vita spericolata e frequenta pure Corona, ma anche che è un veterano esperto e addirittura era stato titolare a Torino, per cui poi così superfluo non doveva essere? A tenere faticosamente il cerino acceso è rimasto il povero , anche lui con le sue incertezze e i suoi limiti umani, che già aveva i guai suoi per dare anima e raziocinio all’informe materia giallorossa. E che adesso spera solo che il campionato gli risparmi così tanto stress.



CORRIERE DELLO SPORT (A. POLVEROSI)

Roma e Atalanta hanno visto e Torino e le hanno copiate. Due partite identiche. All'Olimpico stessa follia di San Siro. [...] Un tempo straordinario dell'Atalanta, un tempo di rincorsa, di orgoglio, ma anche di gioco della Roma. [...] Pastore è un trequartista, non un'ala né tantomeno un interno. Due mediani di spessore (fisico e atletico), vale a dire e Nzonzi, due ali vere, un centravanti vero e un trequartista vero. Così si è vista la Roma, anche se i difetti vanno limati. E pazienza se il perderà un iscritto della prima ora. Il pari finale non cancella il primo tempo in cui la Roma è stata ridicolizzata. [...] Il problema, oltre che per , è anche per Mancini: quando il tecnico della Roma ha ribaltato la squadra, ha bocciato il centrocampo giovane e italiano di Cristante e Pellegrini. Non è una buona notizia per il ct.


IL TEMPO (T. CARMELLINI)

Il dopo dura 45 minuti e all'Olimpico il sogno rischia di diventare un incubo. Sicuramente lo è stato la Roma vista nella prima parte di gioco, imbarazzante per testa, condizione fisica e gioco. Un disastro, sedici tiri subiti in porta, mai visto in un tempo solo. Poi cambia e mette finalmente la Roma come deve stare: con Nzonzi in coppia con e Pastore dietro a . Fuori un Pellegrini imbarazzante e un Cristante impalpabile: male entrambi. E come lo sposta nel mezzo Pastore cambia la dinamica della Roma che resta in partita grazie alla tenacia di capitan : unico che non molla mai e autore di almeno due saluataggi fondamentali che tengono a galla la Roma.

E pensare che ad aprire la serata, dopo un minuto e mezzo, era stata proprio la perla dell'ex Psg prima palla toccata all'Olimpico e primo gol imparabile per il avversario. Tutto facile, partita fatta? Macché subito dopor inspiegabile black-out che rischia di costare carissimo: pari di Castagne e doppietta di Rigoni che, manda all'intervallo l'Atalanta in vantaggio 3-1. Meritatissimi i fischi che piovono su una Roma imbarazzante. Poi cambia tutto e fa quello che forse avrebbe dovuto dare dall'inizio per mostrare che la partenza di aveva un senso: il cambio di modulo che ha in testa da tempo. E la Roma col nella ripresa è un'altra cosa, accorcia con un bel gol di (ma è bravissimo Pastore a portar via l'uomo e ad aprire la difesa nerazzurra) e raggiunge il pari nel finale con il solito blitz in avanti di su palla inattiva: che salva solo parzialmente la sua serata disgraziata (tutta sua la colpa del secondo gol bergamasco). Nel recupero Schick prima, ma soprattutto Kluivert dopo avrebbero potuto fare addirittura il colpaccio: ma ad esser sinceri per l'Atalanta sarebbe stato davvero troppo. E meno male che Gasperini aveva giocato al risparmio in vista del Copenaghen. invece, che aveva sbagliato la formazione iniziale, ora sa da cosa ripartire.