Brasile scioperi botte e ingorghi: te lo do io il Mondiale

La penna degli Altri
domenica, 08 giugno 2014 alle 11:53
brasile proteste
IL FATTO QUOTIDIANO (G. MERLO) - A meno di una settimana dall’inizio dei Mondiali di Calcio e con gli occhi del mondo puntati sul Brasile, la città di San Paolo è ancora teatro di scontri tra polizia e manifestanti. Gli agenti hanno usato proiettili di gomma, gas lacrimogeni e manganelli per disperdere il presidio dei lavoratori della metropolitana, che piantonavano la stazione Metro - chiusa - di Santa Ana, in pieno centro città. I militari hanno dichiarato di essere intervenuti per sedare una rissa tra scioperanti e pendolari, ricostruzione però smentita dai manifestanti.
LO SCIOPERO dura ormai da tre giorni e i dipendenti del trasporto pubblico hanno deciso di proseguire a oltranza, dopo l’interruzione delle trattative tra sindacati e amministrazione comunale. Il braccio di ferro riguarda gli stipendi: i lavoratori che chiedono un aumento del 10%, mentre la compagnia che eroga il servizio non è disposta ad andare oltre l’8,7%. Il tribunale regionale del lavoro sta valutando la legittimità delle richieste del Sindicato dos Metroviários de São Paulo e ha ordinato che il trasporto metropolitano sia comunque garantito nelle ore di punta. Nonostante il Comune abbia sospeso in via eccezionale il limite alla circolazione delle auto nel centro città e la Compagnia dei trasporti ha annunciato l’aumento del numero di treni, San Paolo è andata in tilt. In una città con oltre 20 milioni di abitanti, sono più di 4 milioni le persone che ogni giorno si spostano con i mezzi pubblici. Nei giorni scorsi, l’interruzione dei trasporti ha provocato 200 chilometri di coda moltissime persone non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro. Ieri, con 38 fermate di metro chiuse su 65, il traffico ha creato un ingorgo di 72 chilometri.
CON I MONDIALI ormai alle porte, le proteste rischiano di mettere in serio imbarazzo, oltre al comitato organizzativo brasiliano, anche la Fifa. La prima partita, in cui il Brasile affronta la Croazia nel match di apertura del gruppo A, si giocherà giovedì prossimo proprio al San Paolo Arena Corinthians. Lo stadio si trova in periferia e il modo più semplice per raggiungerlo è proprio con la metropolitana. Se lo sciopero continuasse, però, moltissimi spettatori potrebbero non arrivare all’impianto per assistere alla cerimonia di apertura dei Mondiali, e un’arena mezza vuota non sarebbe certo un buon biglietto da visita per il governo brasiliano. Nonostante le proteste, la presidentessa brasiliana Dilma Roussef ha dichiarato di essere sicura che i Mondiali saranno un enorme successo, sostenendo che le proteste non rovineranno l’evento. Anche il presidente della Fifa Sepp Blatter, dopo gli scontri con il governo brasiliano per i ritardi sui preparativi, ha gettato acqua sul fuoco: “So - no ottimista. Quando il torneo inizierà, migliorerà anche l’umore della gente e sono sicuro sarà una festa”. Quello della metropolitana, però, è solo l’ultimo sciopero in ordine di tempo. In maggio, infatti, ad incrociare le braccia erano stati gli autisti dei mezzi pubblici, provocando anche in quel caso ingorghi e blocchi del traffico. Prima ancora, invece, era stato il turno degli insegnanti e delle guide turistiche. Le proteste in Brasile continuano ormai da più di un anno, nonostante la loro intensità sia progressivamente diminuita. Le numerose manifestazioni contro le politiche di Dilima Youssef hanno portato anche a scontri con le forze dell’ordine e all’arresto di oltre 200 persone. La sollevazione popolare - considerata la più grande degli ultimi 20 anni - scaturisce dalle accuse verso il governo di Brasilia, di aver speso troppo per l’organizzazione dei due grandi eventi sportivi che si terranno nel Paese - i Mondiali 2014 e le Olimpiadi 2016 - sacrificando gli investimenti in sanità e istruzione e aumentando del 7% il costo del trasporto pubblico. Secondo le stime, infatti, la sola Coppa del Mondo 2014 è costata alle casse statali circa 11 miliardi di dollari. Non certo il clima migliore per accogliere l’evento che dovrebbe rilanciare l’immagine del Brasile a livello internazionale.

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