«Roma, torno da te»

La penna degli Altri
domenica, 03 giugno 2012 alle 10:41
zeman conf addio pescara lr24
IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Zdenek Zeman, al fianco di Daniele Sebastiani, il presidente del Pescara, nella caldissima e affollata sala-stampa dell’Adriatico spiega i motivi che l’hanno spinto a lasciare l’Abruzzo e a tornare a casa. Il boemo, però, non si limita a parlare del proprio futuro ma prende posizione anche su argomenti che non riguardano direttamente la sua nuova (vecchia) destinazione, mollando un paio di bordate all’intero mondo del calcio, «che ha perso credibilità».
Uno Zeman dialetticamente in grande forma.
«Con la Roma siamo d’accordo che sarò l’allenatore per la prossima stagione e non c’è nulla che possa cambiare questa situazione. Ho scelto la Roma perché ci sono già stato e l’ho lasciata senza aver potuto fare, purtroppo, quello che avrei voluto. Ora mi si dà di nuovo l’opportunità di allenare una squadra di grandi ambizioni e di valore: non sono più un ragazzino, è l’ultima possibilità che ho...», il suo virgolettato. Vorrebbe parlare poco di Roma, Zdenek, ma fa fatica a tirarsi indietro di fronte alle domande che riguardano la squadra giallorossa. «Quando ci sono stati i primi contatti con la Roma? Non me lo ricordo, non mi segno le date per queste cose... Ho parlato con Baldini, siamo vicini all’accordo (martedì l’annuncio, mercoledì la presentazione, ndr). Contratto annuale? Solitamente io firmo per una stagione per non pesare sulla società e per avere la possibilità di scegliere. Non mi sento un traditore nei confronti del Pescara. Non ho tradito: do soltanto continuità alla mia professione, ero a fine contratto e ho scelto», la replica decisa a chi, dalle parti del capoluogo abruzzese, lo accusa di essere un voltafaccia. «Con il Pescara abbiamo parlicchiato, poi è subentrata un’altra situazione e abbiamo smesso».
Domande in libertà, dalla foltissima platea. «Torno a Roma dopo tredici anni, ma non sono cambiato. Forse sono un po’ invecchiato, ho perso qualche capello ma la voglia di lavorare e di fare bene è la stessa. Fin quando la salute regge, ci provo... Ritroverò Totti? Ma negli ultimi tredici anni ci è capitato di incontrarci, non è passato tutto quel tempo. E della Roma parlerò la prossima volta». Gli viene chiesto: lei ha dichiarato di esser stato costretto a lasciare Roma per motivi politici, teme di trovare una situazione simile? «Mi auguro di no, anche se oggi il calcio ha grosse difficoltà sul piano morale. Il calcio-scommesse? Mi aspettavo che si arrivasse al punto di punire pesantemente i colpevoli dando così un esempio, invece adesso temo che questa situazione possa continuare. Il calcio ha perso credibilità, lo ripeto: io spero di fargliela recuperare grazie alla Roma».
Altra domanda: ha avuto altri contatti, oltre a quello con la Roma? «Ne ho avuti diversi, ma non direttamente. Vivo nella Capitale da diciotto anni e ogni volta che esco di casa incontro gente, sia tifosi della Roma e che della Lazio, che mi dicono “Torna con noi”. Spero che me lo dicano anche l’anno prossimo». Dall’ultima fila arriva una provocazione: avrebbe accettato un’offerta della Lazio? «Preferisco la Roma per il suo progetto e per i suoi programmi, mentre non mi rivedo in quelli della Lazio. Il derby? Per me è stata e sarà sempre soltanto una partita da tre punti. E quando ci sarà il calendario, guarderò alla sfida contro il Pescara non a quella contro la Juve...».
Chiusura più a carattere generale. «L’Italia oggi calcisticamente soffre e anche in Europa le nostre squadre non hanno fatto molta strada. Penso che mancano le idee, che forse sono cambiate le condizioni economiche, che non ci sono più tanti soldi ma la qualità dei giocatori è grande. La mentalità delle società, però, non è così grande. Il premier Monti vuole chiudere tutto? In passato ci sono stati momenti più brutti e io ero a favore della sospensione per un anno, ma adesso non ce n’è bisogno».
Assicura, il boemo, che non tenterà di portare via da Pescara i due gioielli Verratti e Insigne («Me se qui non servono li prendo io...
», anche se è noto che abbia una vera e propria cotta per il minuscolo attaccante napoletano di proprietà del Napoli, «sono due ragazzi che hanno qualità e quindi possibilità di affermarsi a certi livelli». Ecco perché li vorrebbe a Roma.

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