LIVE - Coronavirus, Serie A: ufficializzato il calendario. Venerdì convocata riunione d'urgenza in Lega. Ricciardi: "Stadi aperti? Se ne può discutere ma la Lombardia preoccupa"

01/06/2020 alle 11:21.
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Prima la Coppa Italia, poi dal 20 giugno il campionato: il calcio italiano riparte. Ed oggi, salvo sorprese, è atteso il calendario delle prossime giornate della Serie A fino al 35° turno. Di seguito tutti gli aggiornamenti della giornata dal mondo del calcio:

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22.40 - Nacho, difensore del , si dice favorevole alla possibilità di effettuare cinque sostituzioni durante la partita. "Tutto sarà diverso in questa ripartenza. La regola delle cinque sostituzioni, ad esempio, sarà molto importante visto che dovremo giocare tante gare ravvicinate e il tempo di recupero sarà assai poco. Gli allenatori avranno una variante in più. Sarà fondamentale cercare di arrivare sempre freschi in campo, in ogni incontro". Sono le parole dello stopper spagnolo all'emittente televisiva iberica.

(Movistar TV)

21.35 -  È iniziato il conto alla rovescia per il ritorno del campionato che inizierà ufficialmente il 20 giugno con i recuperi della 25a giornata. Poi un tour de force che coinvolgerà tutte le squadre di Serie A, impegnate in tante partite ravvicinate. "Credo che all'inizio ci sarà un po’ di difficoltà da parte di tutti perché molti giocatori non saranno al massimo della condizione. La speranza è vedere che i giocatori entrino in forma col passare delle partite. Il ritmo all'inizio non sarà come sempre, poi sarà anche un po’ più caldo. Un po’ di problemi ce ne saranno però spero di vedere un buon calcio". È il commento del ct della Nazionale Italiana Roberto Mancini ospite all'evento 'Inno all'Italia' organizzato dal quotidiano sportivo, dedicato alla ripartenza dello sport, e quindi anche del calcio. Sulla lotta per lo scudetto l'allenatore marchigiano poi ha aggiunto: "La  sicuramente ha la rosa migliore, la Lazio viveva di un grande calcio che stava facendo: c’era entusiasmo e voglia. Sarà una bella lotta. Secondo me ci sarà da divertirsi perché potranno accadere cose inaspettate nelle prime partite. Risultati a sorpresa? Sicuramente. Un conto è giocare con il pubblico che ti trascina e un conto è giocare senza nessuno. Ci saranno delle sorprese". Il  non poteva poi non soffermarsi sulla nazionale: "Avremo tantissime partite a settembre con giocatori che finiranno ai primi di agosto, altri alla fine e verranno al raduno subito dopo. Convocheremo più calciatori rispetto ai soliti e questo ci darà l'opportunità di essere più attenti ai ragazzi. Dal campionato indicazioni utili ce ne saranno. La stagione sarà molto compressa e quindi dovremo fare attenzione ai ragazzi soprattutto fisicamente. Dobbiamo arrivare a poco prima degli Europei e avere la possibilità di una scelta ampia, con i giocatori in forma e senza infortuni. Da un lato un po' mi preoccupa". Infine Mancini torna sul rinvio degli Europei: "Noi venivamo da una buonissima situazione, da una striscia di partite vinte, sulle ali dell'entusiasmo. Ma bisogna fare di necessità virtù. I nostri ragazzi fra 12 mesi avranno più esperienza e saranno molto più scaltri. Dall'altro lato ci saranno più difficoltà perché il tempo sarà poco e dovranno giocare tante partite".

(Gazzetta.it)

20:30 - Dopo l'ufficializzazione dei nuovi calendari, con un comunicato stampa, l’assemblea della Lega di Serie A ha convocato una riunione d’urgenza in data venerdì 5 giugno alle ore 9:00 (in seconda convocazione alle ore 11:00). Si tratterà di una riunione in videoconferenza.

(legaseriea.it)

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20.00 - Il prolungamento dei contratti dei giocatori oltre il 30 giugno, la questione della quarantena in caso di positività fino alla polemica che si è innescata per l'orario pomeridiano delle partite. Questi alcuni temi affrontati dal vice-presidente dell'Assocalciatori Umberto Calcagno intervenuto ai microfoni della Web Radio del portale specializzato in calciomercato. Queste le sue parole: "La nostra posizione sulle scadenze contrattuali è stata ribadita in questi giorni, e si rifà anche alle raccomandazioni della FIFA: non possiamo entrare nel merito di rapporti lavorativi tra privati. Se ci fosse la voglia di dettare una cornice contrattuale ce lo dirà magari la FIGC prima del Consiglio, ma ad ora rimangono i dettami FIFA: un conto è allungare i termini della stagione sportiva, un altro quelli contrattuali. Partendo da questi presupposti, e sapendo che trovare una quadra sarebbe più semplice per tutti, ho fondati timori nell'immaginarmi che ci sarà una contrattazione tra i singoli".

Cosa intende per cornice?
"La Federazione potrebbe dettare linee guida, si potrebbe immaginare un protocollo d'intesa ma non spingersi oltre. Penso a chi è in scadenza e non ha impegni preliminari per la prossima stagione, o chi è in prestito: questi non possono impegnarsi se non a far data dal primo settembre. Questo comporta la determinazione di contratti che dovrebbero essere impostati alla stessa maniera rispetto a com'era oggi. Un mancato accordo impedirebbe anche al calciatore di potersi tesserare subito altrove dal primo luglio, come invece normalmente avviene".

I prestiti con diritto di riscatto e obbligo vanno in automatico al 31 agosto?
"Lo stabiliremo, quelli automatici sono biennali in essere o che prevedono prosecuzioni contrattuali differenti. Gli altri, sì, si troveranno sospesi: il Consiglio Federale dell'8 giugno servirà a risolvere anche questi aspetti. Mi preoccupa però chi non ha nuovi impegni e non potrebbe tesserarsi per altre club fino all'1 settembre: quello crea un danno ingiusto".

I calciatori cosa pensano della volontà di Gravina di chiedere una riduzione della quarantena?
"Lo stesso Gravina attende risultanze dal Comitato Tecnico-Scientifico: è un auspicio, e lo abbiamo soprattutto come sistema paese, vorrebbe dire che la curva continua a migliorare. Per questo ho criticato la Lega Pro: si è messa subito sulla difensiva, rinunciando troppo presto a concludere i campionati, senza darsi alcuna possibilità come invece stiamo facendo per la Serie A e per la B. Oggi, con modalità di playoff e playout, la Lega Pro rischia di scaricare sulle squadre una situazione davvero mal gestita".

Ci saranno poche partite di pomeriggio, ma di polemiche ce ne sono state eccome.
"Il nostro voleva essere, e lo è stato, un contributo. Il fatto che la Lega sbandieri ai quattro venti la cosa significa che il problema c'era, e l'abbiamo proposto in maniera costruttiva. Siamo abituati alla demagogia e alla strumentalizzazione, ma noi non abbiamo mai detto che non saremmo mai scesi in campo. Non eravamo su certi livelli di interlocuzione".

Si parla di accordi preliminari sui contratti per le date 1 luglio-31 agosto. E poi, come dovrebbe essere il funzionamento ideale per i prossimi quattordici mesi di stipendi?
"Non vorrei essere troppo tecnico, ma è difficile pensare che un ente terzo possa andare a modificare le durate dei contratti. Ci vuole una contrattazione individuale o comunque norme che non facciano pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall'altra. Il compenso potrebbe rimanere invariato, e si andrebbero ad aggiungere due mensilità. Chi è in scadenza invece non se le vedrebbe mai coperte, e penso che sia una questione di equità. Già le norme sui contratti a termine imporrebbero un surplus dal 20 al 40%: questo nessuno si sogna di chiederlo, ma quantomeno di ricevere il medesimo compenso".

Come stanno prendendo i calciatori l'idea di non doversi praticamente mai fermare?
"L'eccezionalità della situazione va a creare condizioni particolari, ma con la professionalità elevata che hanno gli staff, sapranno gestirla bene. Per chi non ha rose costruite per giocare ogni tre giorni è difficile. Noi abbiamo chiesto che, per la prossima stagione, almeno la pausa natalizia non venga toccata, e speriamo che possano staccare e ritrovare serenità in quei sette giorni".

Quanta preoccupazione c'è per il futuro dei calciatori di Serie C?
"C'è, in un'emergenza certe situazioni possono acuirsi. Mi dispiace perché eravamo arrivati all'equilibrio: a dicembre avevano pagato tutte i loro stipendi, e poi c'erano comunque solo quattro casi di cui due erano riuscite a riaggiustarsi. Le fidejussioni di quest'anno sono buone, certo che la foto che facciamo ad inizio stagione ci deve accompagnare fino al 30 giugno 2021. Non vorrei si falsasse anche il prossimo campionato".

(TMW)

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19.00 - Ufficializzato il calendario per la ripresa e la conclusione della Serie A. La Lega ha diramato 4 comunicati in cui chiarisce rispettivamente le variazioni sugli orari delle partite, la programmazione dei recuperi della 25a giornata, il calendario fino alla 35a giornata e la copertura televisiva dei vari eventi, sempre fino alla 35a giornata.

(legaseriea.it)

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18.40 - Il presidente del Torino Urbano Cairo ha concesso un'intervista riportata nella versione online del quotidiano. Questo uno stralcio delle sue parole, a proposito della ripresa del campionato e dell'ipotetico utilizzo di un algoritmo per decretare la classifica in caso di interruzione definitiva della Serie A:

"Speriamo che non ci sia una nuova sospensione ma l’algoritmo per determinare la classifica non mi piace. Perché nel calcio succede spesso l’imponderabile: la Roma perde col Lecce e non vince lo scudetto, la perde un campionato a Perugia sotto l’acqua e il Milan perde una a Istanbul col Liverpool dopo essere avanti 3-0, o l’ che vive una giornata tremenda come il 5 maggio all’Olimpico. Queste cose l’algoritmo non le avrebbe previste e credo che sarebbe pericoloso applicare qualcosa di così matematico al calcio. Playoff e playout? Se si interrompe di nuovo il campionato sarà perché non si potrà piu giocare. E allora non giochi nemmeno quelli”.

(gazzetta.it)

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18.00 - Intervenuto ai microfoni dell'emittente radiofonica ha toccato l'argomento Serie A Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza. Queste le sue parole: "Stadi aperti? Se ne può discutere, ma solo a contagio zero. Desta un po' di preoccupazione la Lombardia, in cui la circolazione del virus è ancora intensa. Servono cautele aggiuntive per le squadre della Lombardia o che dovranno giocare in Lombardia. Il calcio non è uno sport individuale, ma di gruppo. Oltre ai calciatori ci sono gli addetti ai lavori. In quasi tutta Italia la circolazione del virus è molto ridotta e le misure attivate sono sufficienti".

(Radio Kiss Kiss)

17.30 - In seguito alle voci secondo cui l'annuncio del nuovo calendario sarebbe slittato ai prossimi giorni, la Lega Serie A avrebbe fatto sapere che le date per la conclusione della stagione verranno rese note in serata. Questo quanto riportato dal sito dedicato al calciomercato.

(tmw.com)

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17.00 - "La voglia di tornare in campo, nel momento in cui i protocolli lo permettono, non è mai mancata e l'auspicio è che la situazione continui a migliorare. Mi auguro che presto anche la Serie B e la C riescano a ripartire". Queste le parole di Umberto Calcagno, vicepresidente dell'Assocalciatori, rilasciate per l'emittente televisiva. Secondo il numero 2 dell'AIC "è stata una scelta politica sbagliata quella di chiudere la stagione di serie C e non permetterà probabilmente di concludere i campionati con l'attuale format, scaricando su 15 società l'errore commesso dall'assemblea di Lega Pro del 7 maggio. Anche la C poteva proseguire ed invece rischia di essere l'unica lega professionistica a non finirlo".

"Dietro le quinte abbiamo lavorato tanto e siamo pronti per la ripresa. È stato un periodo molto difficile ma - ha proseguito Calcagno -, credo che oggi il nostro mondo si sia ricompattato. Non tutti i problemi sono stati risolti e continueremo a lavorare per trovare soluzioni adeguate. Dopo la ripartenza dobbiamo innanzitutto monitorare che i protocolli vengano in atto con tutte le misure richieste. A tal proposito si stanno già muovendo una task force e la procura federale con i dovuti controlli".

"Le indicazioni della Fifa non lasciano molto margine rispetto alla contrattazione individuale - conclude -. La ripresa dovrà comportare sacrifici per qualcuno, si giocherà per un mese e mezzo in più e di questo si dovrà tener conto. Magari chi ha contratti biennali sarà avvantaggiato, altri dovranno sedersi ad un tavolo e trovare soluzioni con più soggetti".

(Rai Gr Parlamento)

16.10 - Slitta l'ufficializzazione del calendario per la conclusione della Serie A. Stando a quanto riportato dal sito dell'emittente televisiva, infatti, per la comunicazione sulle date delle ultime giornate si attenderà l'ok da parte del Governo per anticipare di un giorno le semifinali di Coppa Italia, attualmente fissate per il 13 ed il 14 giugno.

Una scelta, pare, di eleganza e rispetto fra istituzioni.

(Sport Mediaset)

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15.05Sandra Zampa, sottosegretaria del Ministero della Salute, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della trasmissione radiofonica Punto Nuovo Sport Show, in cui ha parlato, tra le altre cose, della possibilità di avere una parziale riapertura degli stadi per una parte di tifosi. Queste le sue parole.

"Le cose stanno andando molto meglio. I dati ci confermano una frenata molto grande anche nell’aggressività del virus, pare essere meno pericoloso. È molto calato anche dal punto di vista dei numeri, questo però non ci deve far abbassare la guardia: il virus c’è ancora. Quando Wuhan aprì tutto, si parlava di 5-6 casi. L’Italia sta aprendo alla normalità con parecchi casi al giorno, circa 350 in Lombardia, quindi comunque questo ci deve invitare a stare attenti, essere sempre vigili. Tornare ad una vita normale vuol dire convivere col virus, rispettare norme d’igiene, evitare assembramenti. Tuttavia l’euforia dell’apertura ci porta a dimenticare che anche se si è giovani, non vuol dire essere immuni o non essere contagiosi per gli altri. Riaprire gli stadi? Sono i dati a decidere. Non c’è mai stata nessuna preclusione. Inizialmente eravamo preoccupati per la ripresa, che poi è arrivata. Quindi aspettiamo i dati e vediamo anche se si potrà portare gente agli stadi, con norme di sicurezza assolute. In ogni caso, il tema per ora non è stato preso per niente in considerazione. Il CTS ha una marea di situazioni di cui occuparsi, il loro lavoro è enorme, dobbiamo loro molte buone indicazioni. Fermo restando che l’ultima parola sta alla politica. È anche grazie a loro se il calcio può riprendere, l’Italia ha lavorato bene ed è stata modello per altri Paesi Europei, indicando una strada. Lasciamoci con un velo di speranza anche sull’apertura degli stadi, porterò questo quesito, ne sarò portavoce".

(Radio Punto Nuovo)

15.00 - "Dopo , Lazio, Lecce, Milán, e Roma, il pool ispettivo della Procura Federale costituito per verificare il rispetto dei protocolli sanitari da parte dei club professionisti ha fatto visita a Cagliari e nei rispettivi centri di allenamento.

Oltre a seguire la sessione odierna, gli ispettori della Procura Federale hanno acquisito tutta la documentazione medica relativa ai tamponi ed ai test sierologici che devono essere eseguiti con scadenze temporali dettagliate e verificato tutti gli adempimenti previsti". Questo quanto si legge in una nota diramata sul sito ufficiale della Federcalcio. Proseguono dunque i controlli da parte degli ispettori federali per verificare il rispetto delle misure di sicurezza contro il Coronavirus nei centri sportivi dei club di Serie A. 

(figc.it)

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14.50Edgar Barreto, centrocampista della Sampdoria, ha deciso di rescindere il proprio contratto con la squadra blucerchiata, poiché non si sente sicuro di tornare a scendere in campo dopo la pandemia. Il giocatore questa mattina ha rilasciato un'intervista sulle pagine del quotidiano ligure, in cui ha spiegato le proprie motivazioni. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni.

"Sono stato influenzato un paio di giorni, un po’ di pesantezza agli occhi, poi stop. Però la mia grande paura era di trasmetterlo alla mia famiglia. Il COVID-19 poi ha fatto un casino. E anche adesso, non me la sentirei di rischiare. In tanti dicono che una volta passato uno resta immune. Ma non ci sono certezze. Anche nel nostro spogliatoio a qualcuno è capitato di guarire e poi risultate di nuovo positivo. Riprendere a giocare significa anche andare in trasferta, viaggiare, dormire in albergo, incontrare persone. E per quante precauzioni tu possa prendere, non puoi mai sentirti al sicuro. Ai calciatori fanno fare tanti tamponi, test… poi in campo sui calci d’angolo devi marcare a uomo. Per me era meglio finire il campionato. E se giocassi e dovessi riprendere il 20 giugno non so se me la sentirei. Parlo per me, ma penso di non essere l’unico a pensarla così. Riprendendo a giocare i calciatori vanno incontro a rischi per la salute, loro e delle loro famiglie. Se poi non parti focalizzato al 100% sul campionato, ma hai altri pensieri, puoi farti male o non rendere al meglio. Senza tralasciare che i tifosi sono l’essenza del calcio. Giocare a porte chiuse è triste".

(Il Secolo XIX)

14.40Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni dell'emittente radiofonica, in cui ha parlato di questi mesi di lavoro per permettere al campionato di Serie A di riprendere, dell'ipotesi in cui un giocatore risulti positivo nuovamente al virus e alla possibilità di interrompere prematuramente la stagione. Queste le sue parole.

Il momento in cui avete creduto di non farcela...
Il momento più difficile? Ce ne sono state diversi, forse dico il momento in cui la Francia ha rinunciato a far ripartire il proprio campionato. Quando una big five viene meno mentre le altre stanno decidendo c’è un problema, ma abbiamo mantenuto la barra dritta e il risultato c’è mi pare.

Ha lavorato meno in questo weekend?
Io premetto che sono stato sempre convinto che la base di preparazione fosse la meno impegnativa. Io sono realista, mi rendo conto che esistono dei rischi ancora molto attivi, legati non solo all’andamento della curva epidemiologica, ma anche ad aspetti culturali che predominano all’interno del nostro mondo, della nostra società civile e sportiva. L’esperienza di questi ultimi due o tre mesi ha fatto sì che ciascuno sviluppasse degli anticorpi, abbiamo accumulato energie che ci consentiranno con equilibrio, politico, etico e morale, di proporre delle soluzioni che ci consentiranno di arrivare a una chiusura di questo torneo, o di questi tornei se preferite.

Sperate di eliminare la norma sulla quarantena in caso di contagio?
Il calcio non ha mai chiesto scorciatoie o sconti. Oggi esistono delle norme chiare, che consentono di poter continuare l’attività, isolando un atleta o un professionista dello staff, continuando gli allenamenti. Sappiamo che è prevista questa norma, l’auspicio è che a breve, una settimana prima dell’inizio dei tornei, quindi della Coppa Italia, si possa rivalutare: manderemo una nuova proposta, nella speranza che questa norma venga rivisitata. Oggi, teoricamente, ma probabilmente anche in pratica, crea grande ansia e preoccupazione.

Sull’algoritmo c’è un ampio dibattito...
Sì, qualcuno diceva che l’aquilone si alza controvento. In questo momento, l’aquilone è il mondo del calcio: sappiamo che ci sono dei problemi, dobbiamo dimostrare che siamo in grado di proporre soluzioni credibili, condivisibili e di facile applicazione.

Ci aiuta a capire come funziona questo algoritmo nel caso di stop definitivo?
Mi dispiace che questa parola abbia dato l’idea di una sorta di pozione magica, che potesse stravolgere il merito sportivo. Invece, è semplicemente un procedimento sistematico di calcolo: è un metodo per arrivare a un prodotto che si chiama ponderazione delle classifiche. Mi fa sorridere come nel nostro Paese ci piaccia avvitarci su espressioni che sono semplicemente votate a trovare equilibri e dare certezze. Io questo termine lo usata già diverso tempo fa, poi stranamente è stato ripreso dagli inglesi come ponderazione per le gare: lì funziona, da noi algoritmo applicato alla ponderazione fa preoccupare. In realtà, non è altro che un modo per far sì che, prima che ripartano i campionati, e applicando comunque criteri minimi quali aver svolto 3-4 partite per conoscere lo stato di fatto di quando si interviene, tutti siano alle stesse condizioni. Io non so se tra 3 o 4 giornate di campionato tutti avranno disputato le stesse gare: cosa vogliamo fare, cristallizzare la classifica e non tenere conto che qualcuno ha giocato meno ed è penalizzato? Io chiedo questo a chi si stupisce e grida allo scandalo per l’algoritmo. È un modo per mettere a disposizione del calcio uno strumento che ci metta tutti alle stesse condizioni. Gli inglesi lo stanno facendo: non è una media secca, ma tiene conto di tanti correttivi, quali partite in casa, fuori casa, gare da giocare, gol fatti e subiti, che diano un principio di equità a una classifica che deve essere ponderata se ponderazione è richiesta. È una sorta di assicurazione sullo svolgimento del campionato, perché io sono convinto che, se tutti noi continueremo ad applicare le regole, dando anche una testimonianza civile e morale, che comunque spero ciascuno di noi abbia in sé, si dovrebbe arrivare alla fine senza ulteriori sussulti.

Condivide alcune rimostranze dei calciatori?
Alcune sicuramente sì, altre discutibili. Credo che in un momento di grande tensione, generato da una situazione di grandissima emergenza, ciascuna componente abbia avanzato delle proposte da valutare, alcune legittime e altre meno, alcune discutibili e altre meno. I calciatori sono una parte fondamentale, ma come tutti sanno che per uscire dall’emergenza bisogna stare tutti insieme. E stare tutti insieme non significa portare a casa il miglior risultato possibile, ma anche fare qualche piccola rinuncia.

Che rapporto ha avuto col Ministro Spadafora?
Ottimo, costante, di confronto. La sua prudenza è stata un atteggiamento strategico, tattico se volete, che ha consentito al calcio di arrivare nelle migliori condizioni per poter dire oggi che si può partire. Insieme abbiamo condiviso due principi fondamentali: che il calcio doveva ripartire quando ripartiva tutto il nostro Paese, non abbiamo mai chiesto canali preferenziali. E poi con prudenza, tutelando la salute di tutti. Questi due elementi, insieme, hanno ispirato il ministro. È inutile nascondere che dei momenti di tensione ci sono stati, ma è avvenuto perché c’era voglia di accelerare in un processo che, devo dire, oggi sarebbe stato dannoso per il nostro sistema, considerati alcuni rischi di positività. Oggi il risultato è arrivato anche grazie al determinante lavoro del ministro Spadafora e ai contributi del CTS. Mi auguro che, con la stessa capacità di dialogo e di confronto, soprattutto nel caso di CTS, si arrivi a limare ulteriormente qualche piccola restrizione che oggi ancora pesa sul nostro capo.

Spera di completare il campionato con qualche tifoso allo stadio?
È un auspicio, me lo auguro di cuore. Sto seguendo l’andamento della disponibilità all’interno dei teatri e delle arene per le manifestazioni culturali. È impensabile che, con tutte le precauzioni, in uno stadio da 60 o 80 mila posti, non ci possa essere una percentuale minima di persone. Mi auguro che anche così arrivi un segnale di speranza per il Paese, che ricompenserebbe tanti appassionati di calcio.

Pensate ai playoff/playout per l’anno prossimo?
Non c’è una decisione in questo momento. C’è una bozza di programma stilato dalla Lega di A, mi sembra che il calendario sia tale da permettere lo svolgimento del campionato con partenza dal 12 settembre, ma anche più tardi. Se ci dovessero essere impedimenti oggettivi, come sapete l’art. 218 del DL Rilancio consente alla FIGC di derogare alcune norme dell’ordinamento sportivo e riorganizzare la stagione.

(Radio24)

12.50 - 16 calciatori del Vasco da Gama sono risultati positivi ai test per il coronavorus. Lo ha annunciato il responsabile del settore medico del club carioca, Marcos Teixeira, specificando che in tutto, fra personale dipendente di vario tipo, sono stati fatti 350 test di cui «43 atleti: quindi il 44% di loro è risultato positivo». I sedici calciatori sono già stati in isolamento, ma Teixeira ha rivelato anche che altri tre «erano risultati positivi ma sono già guariti. In ogni caso tutto ciò dimostra che stiamo facendo un grande lavoro sul fronte della salute». Questa notizia riaccende le polemiche sulla ripresa del calcio in Brasile, chiesta nei giorni scorsi dal Presidente Jair Bolsonaro «perché i calciatori sono atleti e giovani, quindi per loro il rischio di contagio è minimo. E poi molti di loro devono giocare per poter guadagnare e mantenere le famiglie». Ma fra club e autorità locali di vari stati non sono pochi quelli che sono in disaccordo con il Presidente e quindi si continua a discutere su come e quando ricominciare, forse a luglio.

12.45 - La Federcalcio ha pubblicato le indicazioni per l'organizzazione e gestione delle partite a porte chiuse. Di seguito la nota ufficiale della Figc e il documento:

"La FIGC ha redatto il documento ‘Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità “a porte chiuse”, finalizzate al contenimento dell’emergenza epidemiologia da COVID-19’. Il documento ha principalmente l’obiettivo di definire Linee Guida organiche ed omogenee che consentano la pianificazione, organizzazione e gestione della disputa di gare dei campionati professionistici in modalità a porte chiuse per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19; individuare azioni di mitigazione dei rischi per la sicurezza dei calciatori, degli staff, degli arbitri e degli addetti ai lavori; indicare le categorie dei soggetti ammessi all’organizzazione di gare in modalità a porte chiuse; strutturare una configurazione omogenea degli Stadi e dei percorsi di accesso alle zone di attività; organizzare ed ottimizzare le procedure di allestimento e gestione della produzione televisiva delle gare; favorire il coordinamento delle attività per le strutture incaricate dell’organizzazione e gestione della sicurezza".

(figc.it)

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12.20 - Dopo diverse settimane di allenamenti separati, Quique Setien, allenatore del , ha riunito per una sessione di lavoro l'intero gruppo. I giocatori, che avevano ricominciato singolarmente a tastare l'erba l'8 maggio scorso (dal 14 sono andate in scena le sedute a piccoli gruppi), da mesi non si ritrovavano per un allenamento al gran completo. La seduta si è svolta sul campo Tito Vilanova della Ciutat Esportiva Joan Gamper e si è aperta alle 9,30. Il tornerà in campo a Maiorca alle ore 22 di sabato 13 giugno. Setien avrà 12 giorni per preparare il gran ritorno e oggi ha lavorato con 23 i calciatori, a parte Dembelé, ancora out. In campo, invece, Luis Suarez, che potrebbe essere pronto per la sfida a Maiorca, dopo un lungo stop.

11.45 - L'Assemblea Ordinaria della Lega Nazionale Professionisti Serie B, lasciata aperta lo scorso 15 maggio, riprenderà i propri lavori mercoledì 3 giugno alle ore 12 dopo che in mattinata si sarà riunito il Consiglio direttivo. Oltre alle comunicazioni del presidente e alle informative del al centro dell'incontro le questioni inerenti all'emergenza Covid 19.

11.20 - «Qui va tutto bene, io lavoro normalmente anche se fa caldo, si fa fatica», così il difensore del Torino Koffi Djidji in un'intervista al portale francese. «La prima settimana -racconta il difensore granata - abbiamo fatto tutto individualmente, anche per quanto riguarda gli spostamenti, ognuno arrivava al campo di allenamento con la propria auto. Poi siamo passati a gruppi di 4 su due terreni differenti, piano piano abbiamo aumentato ancora il lavoro».

(La Tribune Nantaise)

11.00 - «Siamo un pochino preoccupati dal fatto che con un positivo tutta la squadra va in quarantena: questo può mettere a serio rischio il termine del campionato, non ne capisco il senso, siamo credo l'unico Paese in Europa che ha adottato questa misura». Sono i dubbi espressi dal presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport". «Nessuno metterebbe in pericolo un positivo se se ne andasse a casa e desse alla sua squadra la possibilità di proseguire il campionato invece di doverlo interrompere creando un danno atroce a tutto il calcio italiano - prosegue -. Già oggi le società escono da questo periodo in una situazione molto complicata da affrontare ma se poi non finissero sarebbe complicatissimo pensare a una ripartenza».

«Già oggi le spiagge in Sardegna sono piene, abbiamo tanti spazi chiusi dove sarà fortunatamente possibile accedere, invece la Sardegna Arena che è per 3/4 è scoperta non possiamo pensare che a luglio sia aperta magari del 30-40 o 50%, credo che questo sia assurdo», continua. «Non sappiamo come e quando sarà possibile il ritorno dei tifosi allo stadio, lo vedo molto lontano e questo mi preoccupa. È difficile prevedere quali saranno le normative ed è un peccato, fin da oggi dovremmo pensare, dal governo in giù, a come programmare una riapertura degli impianti. Pensare a riapertura a fine luglio sembra una chimera e questo è allucinante. Oggi vorremmo vedere i tifosi andare allo stadio e non solo in spiaggia o a teatro». E sul progetto stadio conclude. «Ci auguriamo nel giro di 3-4 anni massimo di poter giocare nella prossima struttura».

(Radio Uno)

10.55 - «Per adesso sono focalizzato sul Piano A e mi auguro non ci sia bisogno né del Piano B e neppure di quello C. Questo dibattito a me interessa poco, sono focalizzato sul Piano A. L'Europa? Spero di arrivare in Europa attraverso la Coppa Italia ma, se non dovessimo riuscirci, lotteremo in campionato». Così Paolo Scaroni, presidente del Milan, intervenuto a "Radio Anch'io lo sport". «Rangnick in rossonero? Non so se arriverà, noi abbiamo fiducia in Pioli, che sta facendo bene ed è un professionista serio. Le scelte di management le fa Gazidis, io non so nemmeno quando parla con altri possibili candidati. Queste scelte le lascio a lui. In questo momento abbiamo fiducia in Pioli e Maldini», aggiunto il n.1 del club rossonero.

(Radio Uno)

10.25 - Al quotidiano il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha rilasciato una lunga intervista: «La ripartenza eviterà al sistema un danno altrimenti difficile da riparare. Perché, oltre ai mancati guadagni nel breve periodo, dobbiamo iniziare a ragionare sul medio-lungo periodo, ad esempio stadi a porte chiuse, svalutazione delle rose e il rischio di una ridefinizione al ribasso del valore del diritti tv. Prima si riparte, prima si inizia a lavorare per invertire la tendenza in futuro».

Nel caso di un nuovo stop, il piano B prevede il ricorso a spareggi e il piano C la cristallizzazione delle classifiche?
«E' un percorso chiaro, indicato in una delibera dello scorso Consiglio federale. Nelle prossima riunione definiremo il format di eventuali playoff e playout, nonché il criterio da utilizzare per rendere effettivamente meritorie le graduatorie cristallizzate. Penso ad esempio al numero delle partite giocate da tutte le squadre, piuttosto che quante partite siano state giocate in casa o in trasferta».

Le polemiche sollevate da chi voleva fermarsi non sono mancate. Interessi di parte o effettive richiesta di sicurezza?
«La tutela della salute è stata la bussola che ha indicato la rotta anche di chi sosteneva la ripartenza, nessuno ha mai chiesto di giocare in piena emergenza. Per questo, non ho mai condiviso la retorica di alcuni presidenti della non ripartenza che hanno, invece, anteposto i loro interessi di parte a quelli dell'intero sistema».

(L'Unione Sarda)

10.00 - Ufficializzato nella giornata di ieri il calendario per la ripresa della Liga Spagnola. Si ripartirà l'11 giugno e a scendere in campo per prime saranno Siviglia - prossima avversaria della Roma in Europa League, e Betis.

(laliga.com)

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