Zaniolo, l’agente risponde a Capello: “Parole ingiuste e ingenerose, per Nicoló parleranno i fatti”

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di zzz
giovedì, 24 ottobre 2019 alle 22:42
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GAZZETTA.IT - Dopo che il web, da ieri sera, è in fibrillazione per il “caso Zaniolo” in seguito alle parole di Fabio Capello, l’agente del centrocampista della Roma e della Nazionale, Claudio Vigorelli, è interviene nella polemica per difendere il suo assistito. Queste le sue parole:
Può capitare a tutti che la vita, ad un certo punto, ci trasformi da persona a paradigma. A Nicoló Zaniolo è successo. In poco più di un anno un ragazzo di 19 anni è passato dalla notorietà riservata agli stretti addetti ai lavori del calcio alla ribalta internazionale, nel segno di un successo precoce fatto di lavoro e sacrificio. Un Predestinato, si è detto di lui. Nel giro di pochi mesi, se il calcio giocato ha continuato a riservargli un ruolo di primo piano - e i dati statistici di questo inizio di stagione lo confermano - le luci dei riflettori sembrano aver fatto allungare intorno a Nicoló l’ombra dello stereotipo del “bad boy” che non gli appartiene. Credo che alla sua età - verdissima - ci sia anche il diritto di poter essere compreso quando s’incappa in qualche errore, peraltro più di forma che di sostanza, ed in ogni caso già emendato. Da qui a trasformarlo in modello negativo, ritengo che il passo sia lungo. Troppo. Questa è l’impressione che ho avuto ascoltando la battuta che ieri, in tv, un gigante del calcio italiano come Fabio Capello ha ritenuto di scambiare col talentuosissimo Esposito dell’Inter, invitandolo a non fare “come Zaniolo”. Dispiace che Capello si sia unito, pur sorridendo, ad una corrente di pensiero inutilmente denigratoria nei confronti di uno dei migliori prospetti del nostro calcio. Nicoló ha peccato d’immaturità, ha doverosamente pagato e ha voltato pagina, comportandosi da quel momento in modo impeccabile sia nella Roma che in Nazionale. Farlo ergere a modello negativo è ingiusto e ingeneroso, soprattutto se il giudizio viene da un personaggio di altissimo livello come Capello, di cui peraltro - come per tanti grandi - si ricordano peccati di gioventù. Senza avere la presunzione di alzare barriere intorno a Nicoló, che come tutti i personaggi pubblici è costantemente giudicato, ritengo che non meriti alcuna etichetta negativa per un pregresso francamente veniale. Per Zaniolo parleranno i fatti e non i luoghi comuni. Perché lui, e giovani come lui, hanno il diritto non solo di essere apprezzati per ciò che fanno, ma supportati in un percorso di crescita che li renderà presto uomini. Ed in fondo è questa la sfida più grande che attende tutti noi”.

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