Roma, si apre la crisi. I Friedkin tuonano: "Ora la rivoluzione"

La penna degli Altri
martedì, 07 aprile 2026 alle 8:28
venturino pisilli
Certe parole, a Trigoria, invecchiano male. Perché tornano. E quando tornano uguali a sé stesse, iniziano ad assomigliare a un riflesso condizionato. Dopo il 5-2 rimediato a San Siro contro l'Inter, la famiglia Friedkin torna a farsi sentire. I principali responsabili dell'ennesima stagione mediocre sono quindi i giocatori. Dito puntato contro i senatori, quel blocco che da anni accompagna la Roma lungo annate tutte troppo simili per picchi, cadute, limiti e piazzamenti finali. Tutto già sentito. E non in senso figurato. Basta tornare a dicembre 2024, alla sconfitta di Como con il gol di Gabrielloni, per riascoltare la stessa musica. Allora la situazione era inaccettabile e i Friedkin chiedevano maggiore costanza, promettendo di agire subito e con scelte forti anche a costo di sacrificare qualche pezzo importante per cambiare la mentalità del gruppo. Al centro delle discussioni, ora come allora, ci sono i soliti noti: Mancini, Cristante, Pellegrini, El Shaaarawy e Celik. E allora quelle frasi filtrate da Trigoria più che a una scossa, assomigliano sempre di più al ripetersi della stessa liturgia. L'idea è quella di schierarsi con la piazza e assecondarne gli umori, indicare colpevoli riconoscibili. Magari da punire con l'allontanamento, se linea dura dovrà essere. Nel 2024 la rosa alla fine non venne rivoluzionata grazie alla mano di Claudio Ranieri, che all'ultimo sforzo in panchina nascose i difetti di una squadra claudicante. Stavolta è tutto diverso. Perché giugno offrirà la possibilità di cambiare sul serio volto alla squadra. Dybala, Pellegrini, El Shaarawy e Celik andranno in scadenza. E, a meno di ripensamenti dell'ultim'ora, a nessuno dei quattro verrà rinnovato il contratto. I prestiti verranno rispediti al mittente: Ferguson, Zaragoza, Venturino e Tsimikas. Si proverà a trovare una sistemazione in estate a Dovbyk, con la speranza di rivederlo in campo a fine stagione per metterlo in vetrina. In uscita anche Angelino, Rensch e Gollini. Discorso simile per Mancini, Cristante e Hermoso. I loro contratti scadono a giugno 2027 e, nonostante gli accordi verbali, le firme ancora non ci sono. A Trigoria ogni discorso è stato messo in pausa dopo il diktat arrivato da Houston. Pensare a un loro addio, considerati pure gli sfoghi social dei tifosi, a fine stagione non e cosi impossibile. Fin qui le uscite. Poi, come ha detto pure Gasp, servono le certezze. Gli intoccabili dei Friedkin e dello stesso tecnico sono Wesley, Koné, Malen, Svilar, Soulé, Pisilli, Ndicka, El Aynaoui, Vaz, Ghilardi e Ziolkowski. La Roma proverà a ripartire da questo gruppo. Almeno sulla carta, perché la scure del settlement agreement pende sulla testa del club ed entro il 30 giugno 2026 almeno una grande cessione andrà fatta. I nomi selezionati dal club sono quattro: Ndicka, Koné, Pisilli e Wesley. In ordine di sacrificabilità.
(La Repubblica)

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