IL TEMPO (E. MENGHI) -
L’Europa fa grande Di Francesco. Mai la
Roma prima d’ora aveva ottenuto 8 punti in 4 partite nel girone di
Champions League, questo è il miglior parziale di sempre e porta la firma, forse inattesa e probabilmente sottovalutata, di
Eusebio.
Un tecnico giovane con una squadra matura, un allenatore che al grande salto in una big fa tremare il più navigato
Conte riuscendo a trasmettere una mentalità vincente ai suoi giocatori, anche se arriva dal
Sassuolo e la partita più importante della sua carriera l’ha giocata martedì sera.
Ha portato un’identità tattica precisa a cui non è disposto a rinunciare nemmeno di fronte ai campioni d’Inghilterra, e per metterla in pratica serve soprattutto coraggio, quello di cui i giallorossi sentivano fortemente il bisogno. Solo una volta hanno fatto l’errore di abbandonare la strada maestra e
Insigne li ha condannati: la paura non paga, la sfrontatezza (da non confondere con la presunzione) di questa squadra nel confronto con le grandi è sintomo di sicurezza e consapevolezza, fattori che favoriscono la crescita di un club.
Due vittorie e due pareggi nel circuito internazionale hanno alzato l’asticella e l’obiettivo qualificazione non è più un orizzonte lontano in cui sperare ma un vero sogno da perseguire, e a questo punto anche da non fallire. Perché sarebbe davvero un peccato, e sarebbe pure complicato mandare tutto all’aria negli ultimi 180 minuti.
La società ha fatto i calcoli e pur con grande scaramanzia li ha pubblicati: basta fare almeno un punto con l’
Atletico nella trasferta del 22 novembre, oppure in casa col
Qarabag a patto che gli spagnoli non battano i