Roma, altro harakiri. Senza Pizarro è il buio

La penna degli Altri
venerdì, 26 febbraio 2010 alle 9:17
GASPORT (M. CECCHINI) - Più che gladiatori, samurai stanchi. La mutazione genetica produce un 2-3 che consegna gli ottavi di Europa League al Panathinaikos perché, dopo l’harakiri dell’andata, la Roma completa l’opera con modalità simili a sette giorni fa. Modalità dolorose, s’intende, visto che, passata subito in vantaggio grazie a Riise, in soli 35’ si fa rimontare e trafiggere tre volte, salutando la qualificazione già nel primo tempo. Ne consegue che il secondo k.o, negli ultimi tre match, i sei gol subiti in questa mini-striscia e l’interruzione della serie di vittorie casalinghe (14), suonino come un campanello di allarme per la squadra di Claudio Ranieri, tanto più che i greci — nel loro campionato primatisti in ..
La chiave È la squadra giallorossa a cambiare più pelle rispetto all’andata. I reduci di Atene, infatti, sono 6 contro 9 ma (oltre a Totti e Toni), l’assenza chiave per la Roma è quella di Pizarro. Senza di lui la manovra non lievita, tant’è che, col 4-2-3-1, si cerca più l’aggiramento sulle fasce che l’assist in profondità. Eppure l’inerzia della gara si sposta subito a favore della Roma: Riise segna su punizione (deviata da Marinos) e si aprono praterie per le ripartenze. Manca però chi inneschi la miccia (Pizarro appunto), visto che De Rossi ha impacci in appoggio.
Tutto per tutto È la difesa però che non pare più impenetrabile, e così non sorprende che Ninis al 40’ inneschi il pari, subendo uno sciocco fallo in area da De Rossi: rigore e gol. Ma l’uno-due è alle porte: lo stesso Ninis trafigge Doni da fuori area (43’) e subito dopo lancia in profondità Cissé che, tenuto in gioco da Mexes, supera Doni da campione. Ranieri cerca rimedi nella ripresa lanciando il tridente Cerci-Vucinic-Baptista, con De Rossi mediano davanti alla difesa affiancato da Perrotta e Taddei. La mossa pare funzionare, visto che a Cerci va al tiro e Marinos salva sulla linea. Il gioco, però, non è mai lineare, tant’è che le occasioni vengono in mischia. Su una di queste De Rossi accorcia le distanze in tap-in, ma è la Roma a tremare quando Katsouranis e Salpingidis colpiscono due volte i legni.
Pana astuto Titoli di coda. Il Panathinaikos, nonostante si schiacci troppo indietro, con Gilberto Silva amministra il finale, tornando a rendere più efficace quel 4-1-4-1 (con Simao davanti alla difesa ad anestetizzare Perrotta) che già dall’inizio sembra la chiave interpretativa utile a far salutare l’Europa ai giallorossi. Missione compiuta. Quanto basta alla Roma per rimpiangere e riflettere: domenica a Napoli sarà vietato sbagliare.

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