Ma Holebas ci crede: «Anche la Roma è diventata grande»

La penna degli Altri
venerdì, 05 dicembre 2014 alle 9:42
holebas indica linguaccia
GASPORT (M. CALABRESI) - Chissà se José Holebas, per ricordare il suo primo gol in Italia, disegnerà ancora una volta la sua pelle. D’altronde, «per me i tatuaggi hanno un significato speciale e corrispondono a un momento preciso della mia vita. Non intendo i tatuaggi come una semplice decorazione del corpo». Il momento preciso del terzino greco che non parla greco è molto, ma molto positivo: nei giorni in cui si inizia di parlare con sempre più insistenza di mercato e di un ruolo, quello di terzino sinistro, dove la Roma cercherebbe rinforzi, Holebas sta rispondendo sul campo. Lo aveva fatto, più, nell’ombra, già a Mosca, dove l’11 subito nei secondi finali aveva oscurato anche la sua buona prova (quella contro il Cska era stata tra l’altro la prima giocata per intero in Champions); ma lo ha fatto soprattutto domenica, segnando un gol all’Inter tanto bello quanto importante, festeggiato con l’abbraccio quasi «violento» di Nainggolan (altro patito dei tatuaggi, «ma credo di averne qualcuno in più io», dice Holebas a Sky) e da quelle «toccatine» nelle parti intime che hanno convinto i giornali inglesi a candidarla come «esultanza più strana della stagione».
PARTENZA A MILLE A Garcia (che anche ieri lo ha provato tra i titolari, Cole è da considerarsi la sua riserva), interessavano il gol e la prestazione di Holebas; ai tifosi, oltre quello, anche le foto dei suoi innumerevoli tatuaggi e anche quelle della moglie Diana, che domenica all’Olimpico non è passata affatto inosservata. A Holebas interessa tutto: il passato meno recente («Quella contro la Juventus è stata una partita strana, è successo un po’ di tutto. I gol in fuorigioco, i rigori discutibili »), quello più recente («Il gol contro l’Inter? È stata una bella azione, Totti mi invitava ad avanzare ed è andata bene »), ma soprattutto il futuro. Che si chiama Sassuolo (e per Holebas, all’Olimpico, sarà soltanto la seconda presenza) e ancor di più Manchester City. All’andata, entrò negli ultimi minuti; un’altra prova positiva domani gli darebbe le chiavi della fascia sinistra per la partita più importante. «Contro il City dovremo essere noi stessi, restando concentrati per poterli battere. Sappiamo che sono una grande squadra ma lo siamo anche noi e dobbiamo partire a mille». Segnando quel gol all’Inter, José ha già dimostrato di saperci andare.

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