Juan ko, adesso tocca a Kjaer

La penna degli Altri
martedì, 06 marzo 2012 alle 10:05
IL ROMANISTA (D. GIANNINI) - Juan fuori tra i 45 e i 50 giorni. E’ questo il verdetto degli esami strumentali a cui si è sottoposto ieri il difensore brasiliano. Domenica per lui è stata davvero una giornataccia. La sconfitta nel derby, i vergognosi
E adesso in difesa è emergenza vera. Perché dei cinque centrali a disposizione di Luis Enrique a inizio stagione, ne sono rimasti solamente due. Gli altri si sono persi per strada: Burdisso si è rotto a novembre e, pur bruciando le tappe del recupero, tornerà solo per il ritiro del prossimo anno. Juan, come detto, è out per due mesi e Cassetti (che non ha praticamente mai giocato) sarà comunque squalificato per la trasferta di Palermo. Restano dunque solo Heinze e Kjaer, con tutte le incognite legate al rendimento del danese. Perché se l’argentino ha dato ampie garanzie sulla sulla sua affidabilità (tra l’altro è già arrivato a quota 21 presenze e alla 25esima il suo contratto verrà automaticamente rinnovato per il prossimo anno), non altrettanto si può dire su Simon. Che proprio un girone fa, con l’espulsione nel derby, ha iniziato la sua parabola discendente. Problemi fisici e prestazioni scadenti, probabilmente dovute anche ad un apparente blocco mentale, lo hanno fatto finire ai margini del gruppo. Ma se la maggiorparte dei tifosi si sono spazientiti, Luis Enrique e i suoi compagni, che lo vedono ogni giorno in allenamento, credono ancora ciecamente nelle sue qualità atletiche e tecniche.
Ora, vista l’assenza di alternative, da qui alla fine del campionato toccherà a lui. Sempre o quasi. Perché Luis Enrique potrebbe di tanto in tanto rispolverare anche la soluzione De Rossi nel mezzo. Ma in teoria Kjaer potrebbe avere 12 partite per sbloccarsi, per far vedere di essere da Roma, per meritarsi la conferma (è in giallorosso in prestito). E la mancanza di pressioni sia sul posto da titolare, sia purtroppo sugli obiettivi da raggiungere (aldilà della qualificazione alla Europa League, alla Roma non ne sono rimasti più molti), potrebbe essere per lui un vantaggio. Potrà giocare più tranquillo, potrà provare a tornare quello di Palermo e potrà, anzi dovrà, farlo proprio da Palermo.

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