LA REPUBBLICA (G. CARDONE / M. PINCI) - La città nel pallone trattiene il respiro: aiuto, cè il derby. Lazio contro Roma, quinta contro sesta, con due punti appena a dividerle: eppure il clima allombra del Cupolone è lo stesso di sempre, quasi che in palio ci fosse molto di più di una modesta rincorsa allEuropa di scorta. A
Un instant team quello biancoceleste, che al fischio dinizio delle 15 presenterà in campo cinque ultra trentenni, da Biava a Dias, da Ledesma a Mauri fino al 34enne Klose. Due anni in meno di Totti, è vero: però il capitano romanista guida un gruppo con tre giovanissimi Florenzi, Lamela, il diciottenne Marquinhos e una media età di 25 anni. Quella della Lazio invece sfiorerà i 30. La Roma folle e istintiva attaccherà per indole: «Sono più riposati, noi dovremo usare la testa», avverte Petkovic. Ma al guru di Sarajevo, recuperato Hernanes e con Marchetti al rientro in campionato, non chiedete una partita dattesa:
«Certo, perché noi ironizza facciamo catenaccio e contropiede, no?». Linput serio: «Dobbiamo giocare da vera Lazio, imponendo il nostro calcio». Zemaniano, verrebbe da dire. In fondo, alla faccia della rivalità domestica, i due si stimano: «Zdenek è una leggenda», recita il bosniaco. «Loro sono organizzati. Prudenti ma portano tanti uomini negli spazi», risponde il boemo.
Per lui, dopo 118 gare con la Lazio e 96 alla Roma, questa resta «una gara come le altre». Stavolta però il totem di Praga cede al compromesso: «È diversa per la reazione della piazza, che può influire sul rendimento futuro». Sarà lemozione di scavalcare Eriksson al primo posto per presenze nei derby tra i tecnici che hanno guidato entrambe le squadre. O lansia di dover riscattare lonta delle 4 stracittadine perse in una stagione, nella prima esperienza romanista. «Ma a Roma sono arrivato davanti alla rivale cittadina quattro volte su cinque », gonfia il petto Zeman. Pungendo De Rossi: «Ora ha voglia di giocare e lo dimostra. Più di prima ». In campo il centrocampista stringerà la mano al nipotino di Gabriele Sandri: la coincidenza del match con il quinto anniversario della morte del tifoso laziale regalerà un Olimpico blindato e una Tribuna Tevere semideserta per motivi di ordine pubblico: non più di 50 mila spettatori. E la classifica, stavolta, centra davvero poco.