Gli allievi diversi. L'eredità di Galeone nelle idee di Gasp e nelle magie di Max

La penna degli Altri
di MV
sabato, 24 gennaio 2026 alle 8:06
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[...] Giovanni Galeone era a suo modo un genio e averlo dimostrato navigando in mare aperto e fuori dalle rotte riservate ai grandi club aggiunge valore al suo percorso e soprattutto alla sua visione. Da qualche mese Galeone non c'è più, ma la sfida di domani tra Roma e Milan lo riguarda profondamente. Se fosse un film, sul cartellone ci sarebbero i faccioni di Gian Piero Gasperini e Massimiliano Allegri e, sullo sfondo, magari avvolto dal fumo delle tanto amate sigarette, non mancherebbe Galeone con la sua classica espressione un po' guascona di chi ha saputo godersi il mondo del calcio, prendendosi il bello, archiviando il brutto e lasciando una traccia che forse nel tempo sbiadirà un po' ma riuscirà a resistere. Gli insegnamenti dei maestri, d'altronde, vivono nelle opere degli allievi. E i due allievi che lo conobbero a Pescara negli anni Ottanta e Novanta e che domani si sfidano all'Olimpico non hanno dimenticato ciò che impararono quando giocavano mentre in panchina era seduto Galeone. Ci sono due allenatori tanto diversi tra loro quanto Gasperini e Allegri? Forse, ma non è facile trovarli. Gasp è applicazione rigida, è marcatura uomo su uomo, è intensità costante per novanta minuti, è l'importanza del copione. Gian Piero è lo studente secchione che attraverso la costanza e il lavoro vuole convincere il professore di meritare voti altissimi. Max è intuizione, è conoscenza del gioco e dei suoi tempi, è il predominio della tecnica individuale sulla tattica di squadra, è copertura dietro e fantasia davanti. [...] Diversi, certo. Ma entrambi legati a Galeone e non è strano come può sembrare. I rapporti che nascono negli spogliatoi profumano di calcio, ma anche di vita. [...] «
Galeone mi ha trasformato capovolgendo il mio modo di vedere il calcio - ha raccontato tempo fa Gasperini -. La zona era nata come metodo difensivo e invece lui l'ha trasformato in offensivo. E in allenamento stimolava la tecnica
». Gasp ha preso un'altra strada dal punto di vista tattico: ha costruito una meravigliosa Atalanta puntando sull'uomo contro uomo dappertutto. Ma i braccetti che salgono sono stati concepiti filosoficamente in quegli allenamenti al Pescara, così come il gusto per le combinazioni veloci che stordiscono gli avversari e portano tanti giocatori in area. Adesso la Roma è meno estrema in certe dinamiche, ma resta ancorata a quei principi che furono infarinati a Pescara, prima della lenta cottura tra Crotone, Genova, Palermo e Bergamo. [...]
(Gasport)

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