E ora parola al campo . Che nelle prime due giornate di campionato ha lasciato intravedere la forza della Roma. Spettacolare, arrembante, ingiocabile, sorretta da una condizione atletica a dir poco sorprendente considerando che siamo soltanto all'inizio della stagione, un orologio perfetto che ha spazzato via Fiorentina e Lecce ben al di là dei rispettivi 4-0. Adesso, però, inizia il difficile. Perché un conto è una partita a settimana, un'altra ogni tre giorni. E giocare l'Europa League non è la stessa cosa che disputare la Champions.
Basta dare un'occhiata al girone della passata stagione (Nizza, Lilla, Plzen, Rangers, Celtic, Stoccarda, Panathinaikos e Midtjylland) e paragonarlo con quello di quest'anno (Psg, Real Madrid, Manchester United, Sporting Lisbona, Fenerbahce, Lilla, Aek e Slovan) per comprendere la differenza. E per questo motivo che il mercato appena concluso ha lasciato l'amaro in bocca. Sarebbe bastato poco, un paio di tasselli in più, per regalare a Gasp una rosa a prova d'urto europeo.
Così, invece, le incognite restano. Perché avere quattro terzini di piede destro non è la stessa cosa che averne almeno due mancini. Perché Mora è certamente un talento cristallino (il gol e l'assist di Lecce lo dimostrano) ma non è un esterno che gioca a sinistra di piede destro e già lunedì, Gasp ha fatto capire che se l'avversario non gioca con la linea a quattro, preferisce schierare Soulé. Castro ha certamente alzato il livello del vice Malen ma alla fine, l'impressione che si ricava, è che tutto (o quasi) giri attorno a Dybala. Se Paulo sta bene, come nelle prime due uscite, è una Roma. Altrimenti si fanno altri discorsi. È la storia che lo dice. E proprio nell'ottica di una partita ogni tre giorni, il campione argentino che, suo malgrado, vista la cartella clinica degli ultimi anni, andrà cen-tellinato. Della serie: se scende in campo giovedì 10 a Istanbul nel debutto contro il Fenerbahce, difficile immaginare il bis lunedì 14 a Torino. [...]
Un discorso che si può estendere anche al centrocampo, reparto dove Gasp non ama ruotare più di tanto. Il tecnico, lasciato partire El Aynaoui, ha accolto De Roon. La carta d'identità dell'olandese recita però 35 anni. Considerando che l'altro cambio della mediana è Pisilli che continua a sembrare più un incursore che un centrocampista in una mediana a due, forse un elemento in più si poteva prendere. Gasp ha parlato negli ultimi tempi come in emergenza possa giocare lì anche Pellegrini ma sarebbe un inedito, almeno nella sua gestione. L'unico reparto che sembra apposto così è la difesa.
(Il Messaggero)