GASPORT (M. CECCHINI) - Una striscia che si frantuma nel modo più amaro. Asette minuti dal 90 la Roma sta sbancando Atene sponda Panathinaikos grazie a un 1-2 santificato dalle reti di Vucinic e Pizarro su rigore, quando nel finale due mischie in area, concluse implacabilmente da Christopoulos e Cissé, ribaltano un risultato già scritto e stoppano a 20 i risultati utili della squadra di Claudio Ranieri. Ma non è questo che fa più male, quanto il rimettere in discussione una qualificazione che pareva già in archivio grazie al doppio vantaggio giallorosso. Nulla di compromesso per il ritorno..
La chiave Il doppio cambio greco spariglia i giochi di Ranieri, perché nella ripresa i neo entrati Salpingidis (che propizierà anche la rete conclusiva del 3-2) e Christopoulos segnano appena messo piede in campo, cambiando il canovaccio del match. La Roma per tenere bassi gli esterni abbandona il 4-4-2 di partenza e torna al 4-2-3-1, scegliendo dinserire Menez e Cerci e, se limpatto di questultimo è positivo grazie al rigore procurato, alla fine la mossa viene punita da una doppia incognita: linfortunio di Julio Sergio, che apre la strada al ritorno dellincerto Doni, e la serata poco brillante dellargentino Burdisso, che dal suo lato non riesce a farsi valere nei momenti topici della partita.
Roma sbadata Questo però non deve cancellare quanto di buono visto in precedenza, perché soprattutto nel primo tempo il 4-4-2 iniziale che consente a Brighi di tagliare dietro le punte e liberare le corse per Riise funziona, visto che già al 14 il norvegese stampa sul palo un gran sinistro raccogliendo un cross di Motta. Dallaltra parte, a galleggiare dietro Cissé vanno a turno il giovane Ninis e Leto, cioè tanta buona qualità che consente al Panathinaikos di rendersi pericoloso proprio con due tiri dalla zona grigia. Bravo in entrambi i casi Julio Sergio a dir di no prima a Leto (al 2, ma il tiro è deviato da Juan) e poi a Ninis (27).
Interprete Insomma, la partitura è chiara: occorre solo linterprete giusto e la Roma lo trova nelluomo delle notti europee, un Vucinic in formato deluxe, che riceve sulla trequarti un passaggio di Julio Baptista e lo trasforma nelloro del gol del vantaggio, grazie ad un tiro ad effetto sul secondo palo. A quel punto linerzia del match è a favore dei giallorossi, che assumono il controllo della mediana grazie alla frequente superiorità numerica creata anche dalle sovrapposizioni di Motta eRiise. I rischi per la Roma, a quel punto, paiono arrivare solo dai lanci lunghi che innescano soprattutto Leto, ma nellarea giganteggia, per un tempo Juan, che annulla a lungo Cissé. Ad anestetizzare il tandem più avanzato del centrocampo greco formato da Katsouranis e dallex interista Karagounis ci pensano De Rossi e Pizarro che, pur cucendo il gioco, non disdegna le ruvidezze necessarie. Nella ripresa, poi, gli spazi per le ripartenze diventano invitanti, anche perché il Panathinaikos si sbilancia. La magia, però, si spegne quasi casualmente grazie al goffo pari di Salpingidis a metà ripresa su azione dangolo.
Cuore Pana Il nuovo entrato dà linfa alla mediana che, pur soffrendo le ripartenze (il netto rigore di Spiropolulos su Cerci ne è la dimostrazione) rilancia Leto e dà quella profondità sulle fasce che fino a quel momento era mancata, visto che i maggiori pericoli erano arrivati solo su conclusioni da fuori area. Dopo il raddoppio giallorosso nasce il forcing finale che, pur non parendo irresistibile, apre due goffe falle nella linea difensiva che ribaltano il match e riapre la qualificazione. Conclusione amara, ma lEuropa a volte è anche questo.