A margine del Premio Scopigno e Pulici, dove ha ricevuto il riconoscimento come miglior allenatore di settore giovanile,
Mattia Scala, tecnico della
Primavera della
Roma, ha parlato del lavoro svolto nel vivaio giallorosso, del rapporto con Gasperini e della possibilità di vedere altri giovani affacciarsi presto in prima squadra.
Un premio che riconosce il grande lavoro del settore giovanile della Roma, che sta producendo una serie di talenti importanti anche in prospettiva Nazionale.
“Assolutamente sì. Sono molto contento di essere qui in rappresentanza di un club che mi ha dato la possibilità di allenare nel settore giovanile ormai da 13 anni. Credo che ogni anno siamo a disposizione della prima squadra per fornire giocatori: l’ultimo è stato Di Nunzio, che ha esordito l’altro giorno, ma c’è anche lo stesso Lulli, che ha segnato”.
Quanti Lulli intravede?
“Speriamo tanti. Il calcio vive di opportunità che i ragazzi devono essere bravi a cogliere. Abbiamo la fortuna che il mister guardi molto il settore giovanile e quindi speriamo di riuscire a tirarne fuori altri”.
Com’è lavorare con Gasperini?
“Per me significa imparare ogni giorno. Abbiamo la fortuna di condividere il campo quotidianamente, quindi ogni tanto mi metto quasi nascosto a osservare i suoi allenamenti per cercare di imparare. È un piacere e un onore”.
Crede che già in questa stagione possa esserci un altro Di Nunzio pronto a esordire?
“Non lo so, me lo auguro. Il mio lavoro, insieme a quello dello staff, è quello di tirare fuori giocatori. Se ci fosse l’opportunità saremmo contenti: lavoriamo proprio per questo”.
Quanto è presente la società, a partire da John Galantic, nel settore giovanile? Quanto è importante la loro presenza?
“Tantissimo. Ci sono vicini ogni giorno e credono molto nel settore giovanile. In primis, come hai detto tu, il CEO, ma anche D’Amico e Margiotta, che sono costantemente con noi e con i quali abbiamo un confronto quotidiano”.
Che rapporto si è creato con Margiotta?
“Ormai è un rapporto di amicizia. Stiamo parecchio insieme, condividiamo molto le nostre idee e trascorriamo anche del tempo libero insieme. Credo sia importante anche per i ragazzi”.
Il progetto Under 23, secondo lei, può prendere corpo prima o poi?
“Me lo auguro. Potrebbe essere uno step di crescita importante per i ragazzi. Affrontando la Youth League vediamo tante realtà che hanno l’Under 23 e, di conseguenza, ragazzi che arrivano più pronti”.
Proprio sulla Youth League: che tipo di competizione è per i ragazzi? Quanto è importante confrontarsi con altri giovani europei? E che bilancio fa delle prime due partite?
“È una competizione che forma tantissimo, perché non solo giochi contro squadre straniere che hanno un’intensità diversa, ma soprattutto hai tre partite settimanali e questo ti costringe a lavorare in maniera differente. È qualcosa di più simile a quello che si fa in prima squadra. Al momento il cammino è positivo: contro il Real Madrid non abbiamo raccolto i punti che meritavamo, ma fa parte del percorso”.
A fine stagione sarà contento se…
“Se continuiamo così, formando giocatori e, parallelamente, continuando a fare queste prestazioni e portando a casa anche qualche risultato”.
In queste ore si parla molto di Roma B, di un’Under 23 con un’età media molto giovane. Si aspettava di vedere questi ragazzi già così pronti a entrare nei meccanismi della prima squadra?
“Me lo auguravo, perché lavoriamo ogni giorno. Secondo me abbiamo tanti ragazzi bravi, ancora acerbi, ma che con il tempo possono diventare utili al mister e alla società”.