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Ennesima sconfitta giallorossa in terra d'Inghilterra. Gli uomini di Spalletti (sempre battuto oltremanica) cadono a Londra con l'Arsenal col minimo scarto, rimandando la qualificazione ai quarti di finale alla gara di ritorno all'Olimpico. Squadre rimaneggiate, l'assenza di Vucinic e le precarie condizioni di Totti condizionano pesantemente la manovra offensiva della Roma, con un Baptista irriconoscibile e un Perrotta troppo spesso fuori dal gioco. Grandissima la prova del quasi esordiente Motta (per lui una presenza in Champions con la maglia dell'Udinese), timido in avvio ma in seguito migliore in campo e vicino al gol con una gran botta di destro. Pessima la direzione di gara del danese Bo Larsen, sconcertante la distribuzione dei cartellini e il metro adottato nel giudicare gli interventi dei giocatori inglesi. Tra due settimane servirà una Roma diversa, priva anche di De Rossi, ammonito e squalificato.
DONI 7: Una chiusura decisiva, nel primo tempo su Van Persie lanciato a rete, una parata che tiene a galla la Roma nel momento più difficile, su Diaby. Spiazzato solo dall'olandese in occasione del rigore, ma del resto parare i tiri dal dischetto non è la sua specialità, garantisce tranquillità alla difesa nei momenti di sbandamento.
MOTTA 8: Dieci minuti da panico assoluto, se li vede scappare da tutte le parti senza riuscire a metterci mai una pezza. Poi prende fiducia, sfiora il gol con una conclusione da applausi, inizia a spingere con regolarità e chiude ogni varco con puntualità. Per essere l'esordio vero in Champions League, a 22 anni, in uno stadio simile, i presupposti fanno ben sperare.
MEXES 6,5: Il pessimo Bo Larsen lo ammonisce al primo fallo e gli fischia il rigore al secondo, lui mantiene la calma e nonostante gli ottanta minuti con la spada di Damocle del giallo iniziale, non si lascia saltare raramente e quando commette errori in disimpegno va a rattoppare da solo.
LORIA 5,5: Regge abbastanza bene sul legnoso Bendtner, limitando l'unica arma a disposizione del danese, la forza fisica. Quando, però, l'Arsenal attacca in velocità, per lui diventa un inferno e l'errore che per poco non consegna il raddoppio a Ebouè nella ripresa, testimonia la mancanza di tranquillità del difensore centrale. Dal 70'DIAMOUTENE 6,5: A suo agio in un contesto molto fisico, non paga l'emozione dell'esordio europeo e si limita all'essenziale, senza sbavature neanche quando l'Arsenal riprova ad affacciarsi davanti nel finale.
RIISE 4,5: A parte un sinistro che avrebbe meritato miglior sorte, il ritorno in terra d'Albione del terzino norvegese è un festival degli errori e delle cadute involontarie. Solo nel primo quarto d'ora del primo tempo si lascia scappare alle spalle gli esterni dell'Arsenal in almeno tre occasioni senza mai riuscire a trovare le contromosse adeguate. Leggermente meglio nella seconda parte della ripresa ma troppo poco per un giocatore della sue esperienza.
TADDEI 6: Meglio nel primo tempo, arriva con maggiore frequenza sul fondo e serve anche un pallone intelligente a Totti appostato al limite dell'area. Cala leggermente nella ripresa, pagando l'avvio shock della squadra che nel primo quarto d'ora della ripresa sbaglia una quantità indescrivibile di palloni orizzontali, soprattutto dalla sua parte.
DE ROSSI 6: Fatica molto a tenere l'imprendibile Nasri, anche perché poco supportato dal resto del centrocampo contro una linea mediana avversaria che gioca a ritmi indemoniati per un'ora. Rattoppa più col mestiere cuore e il mestiere, però si fa ammonire per un fallo evitabile e sarà costretto a vedere il ritorno dal divano di casa.
BRIGHI 5: Paga troppo il pressing avversario, dalla sua parte, nel primo tempo, l'Arsenal passa quando e come vuole facilitato anche dagli svarioni di Riise. Spesso abulico, rimedia uno sciocco giallo che ne limita la prestazione. Dal 46'PIZARRO 7: Cambia radicalmente il volto di una squadra in balia del centrocampo avversario, mette ordine in mezzo al campo, fa pressare spesso a vuoto e rallenta i ritmi di un Arsenal impossibile da contrastare sul piano della corsa.
PERROTTA 5: Si allarga spesso ma la palla non la prende mai, si trova in più di un'occasione a giocare sulla linea del centrocampo ma non va mai a pressare con convinzione. Vista la giornata nerissima di Baptista, alla Roma sarebbero serviti i suoi inserimenti per creare grattacapi ad una difesa non irreprensibile come quella inglese, invece naviga tra le linee come un ectoplasma.
TOTTI 6: Le non perfette condizioni fisiche ne limitano una prestazione con pochi tocchi di classe. Lasciato troppo solo davanti nel primo tempo, va meglio nella ripresa ma privo di un partner offensivo fatica ad accendere la luce.
JULIO BAPTISTA 4: La peggior prestazione del brasiliano con la maglia della Roma, sbaglia i tacchetti e colleziona cadute in serie, non indovina un passaggio neanche quando è completamente solo, sbaglia perfino i controlli più elementari. Nel finale Spalletti è costretto a preferirgli Vucinic con una gamba sola. Dall'83'VUCINIC S.V.: L'impressione è che, con una difesa così alta e non velocissima, sarebbe andato a nozze. Per lui solo una manciata di minuti, con l'Arsenal che tira il fiato e la Roma che non riesce a colpire.