TORRI: "Sbagliata la costruzione della squadra" - D'UBALDO: "Il lavoro di Di Francesco complicato dal mercato" - DE SANTIS: "Non si può fare a meno di De Rossi"

Massimo Ascolto
domenica, 21 ottobre 2018 alle 18:47
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Dopo le quattro vittorie conquistate tra Serie A e Champions League, la Roma ripiomba nella confusione che ha caratterizzato il periodo di inizio stagione, con la sconfitta incassata nella partita di ieri pomeriggio contro la Spal per 0-2. Sulle frequenze giallorosse si cercano spiegazioni al black-out giallorosso attribuendo la responsabilità a Monchi, colpevole di aver fatto un mercato poco convincente. Per Guido D'Ubaldo: "
Il lavoro di Di Francesco è stato complicato dal mercato, sono stati ceduti giocatori fondamentali e ne sono arrivati altri che l’hanno costretto a cambiare modulo". "Ma questa Roma andrà in Champions? Perché se non ci va la situazione è grave. Non vendete e basta, fate una squadra! Pensavate che la Champions fosse garantita? Sappiate che non lo è per niente", l'allarme di Roberto Renga.
Chiosa Piero Torri: "Se si vendono 7 titolari e si mettono 12 facce nuove si ricomincia sempre da capo. Credo che questa squadra sia sbagliata per la sua costruzione".
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Questo e tanto altro in "Massimo Ascolto", rubrica de LAROMA24.IT, curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici della Capitale. Buona lettura.
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Povera Roma, ci sono alcune componenti nella Roma che mi fanno tristezza. Il giorno che Pallotta capirà alcune cose andrà fuori di testa e caccerà tutti. Come mai con questi signori non si riesce ad avere un rapporto civile? Il giorno che Pallotta si accorgerà di tutto questo sarà troppo tardi. Ma forse è meglio così, visto che non si sa a quale titolo abbia preso la Roma, se non per fare lo stadio. Il calcio di oggi è pieno di bipolari, di gente davvero pericolosa. Non c’è stata una bella partita della Roma. Come ha fatto la Lazio a perdere il derby? Togli De Rossi e Kolarov, restano ragazzini che magari si abbioccano alla prima occasione (ILARIO DI GIOVAMBATTISTA, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
La Roma continua ad essere un grande paradosso: crede di essere guarita e continua a fare queste prestazioni. La partita di ieri non è diversa da quelle con Empoli e Frosinone, la differenza la fa il singolo. Se Dzeko la butta dentro magari va bene, il giorno in cui ha la luna storta la Roma torna a giocare così. E’ una squadra non riconoscibile. E la partita di ieri dimostra che non si può fare a meno di De Rossi (MATTEO DE SANTIS, Tele Radio Stereo, 92.7, La Signora in Giallorosso)
Di Francesco dice che il primo tempo gli è piaciuto. Anche la partita con l’Empoli? Negli ultimi 180 minuti sono arrivate due prestazioni incolori (MASSIMO RUGGERI, Tele Radio Stereo, 92.7, La Signora in Giallorosso)
Il problema maggiore di questa squadra è che i giocatori non sentono l’esigenza di vincere. Si accontentano. Durante la sosta, non per colpa loro, si è parlato di rinnovi per El Shaarawy, De Rossi, Dzeko, Manolas, Kolarov… Perché devono concentrarsi al massimo per vincere? Manca la voglia di vincere e di spaccare la porta (FILIPPO BIAFORA, Tele Radio Stereo, 92.7, La Signora in Giallorosso)
Purtroppo Dzeko sta tornando quello del primo anno. Lo dice la sua carriera, questo è un anno no. Uno dei gol che ha sbagliato ieri lo avrei fatto anch'io. Combatto da tempo la dilatazione dei meriti che si danno ai giocatori qui a Roma. L’ultimo esempio è Luca Pellegrini: a sentirlo descrivere da altri pensavo a Maldini, invece è un giocatore modestino… E su Pastore ho sentito di tutto: è un mezzo giocatore, che non regge i ritmi del calcio di oggi (FRANCO MELLI, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
Pastore appena entrato perde un contrasto innocuo, si ferma e pianta le braccia: se fossi un allenatore non lo farei giocare mai più, fino alla fine dell’anno. Chi deve pungolare la squadra, se non l’allenatore? (FRANCESCO DI GIOVAMBATTISTA, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
Per fare bene nel calcio basta poco. Basta fare una squadra di calcio, con un presidente presente e le persone giuste nei posti giusti. Ma questa Roma andrà in Champions? Perché se non ci va la situazione è grave. Non vendete e basta, fate una squadra! Pensavate che la Champions fosse garantita? Sappiate che non lo è per niente (ROBERTO RENGA, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
Il lavoro di Di Francesco è stato complicato dal mercato, sono stati ceduti giocatori fondamentali e ne sono arrivati altri che l’hanno costretto a cambiare modulo. Non si riconosce nel 4-2-3-1 ma è l’unico modo per far giocare insieme Pastore e Nzonzi. Al di là degli episodi preoccupa l’atteggiamento della squadra, remissivo e quasi rassegnato (GUIDO D’UBALDO, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
Secondo Di Francesco se i giocatori vengono massacrati da stampa e tifosi allora riescono a battere Frosinone, Lazio e Viktoria Plzen. Ma questo è indice di personalità? Ai giocatori della Roma gli si dà sempre vinto tutto, anche la società è schiava dei calciatori. Di Francesco ha colpe, ma per non aver detto nulla sulle cessioni di Alisson, Nainggolan e Strootman. Ma se vendi i più forti, quando fai una squadra da scudetto? (GIANLUCA LENGUA, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
Olsen non sarà Alisson, ma ad oggi è il meno peggio degli acquisti (RENZO GIANNANTONIO, Radio Radio, 104.5, Il calcio è servito)
Se dobbiamo convincerci che la sconfitta della Roma contro la Spal matura perché la Roma ha venduto Nainggolan o perché ha fatto un mercato votato alla ricerca di plusvalenze, siamo completamente fuoristrada perché anche senza Nainggolan e anche con il mercato fatto quest'anno non si può fare la figura 'barbina' vista ieri pomeriggio (GUGLIELMO TIMPANO, Tele Radio Stereo, 92.7)
Non vedo innocenti nella società che ancora crede che questo tipo di gestione di mercato sia propedeutica per competere e per vincere. Io continuo ad avere stima nei confronti di Monchi, Baldissoni, Pallotta, ma il concetto di squadra si costruisce nel tempo. Se si vendono 7 titolari e si mettono 12 facce nuove si ricomincia sempre da capo. Credo che questa squadra sia sbagliata per la sua costruzione perché non c'è il cambio di passo, non c'è l'uomo che riesce a creare superiorità numerica, i giocatori si smosciano alla prima difficoltà e i senatori si rendono conto che anche quest'anno sarà una stagione con 'tituli zero' (PIERO TORRI, Tele Radio Stereo, 92.7
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