Senza giri di parole

La penna degli Altri
martedì, 17 febbraio 2026 alle 7:25
gasperini 2
Può piacere o non piacere, ma Gian Piero non è tipo abituato a nascondersi dietro le parole. Anche quelle pesanti, acide, politicamente scorrette. Così quando afferma che con Donny Malen al centro dell'attacco della Roma dall'inizio della stagione le cose sarebbero andate ancora meglio, esprime con convinzione un concetto in cui crede realmente. Senza preoccuparsi, elogiando cosi tanto l'olandese, di "mortificare" chi aveva giocato in quel ruolo prima di lui. Domanda: c'è davvero qualcuno che, constatando i fatti e non solo le parole del tecnico, non è d'accordo con Gasperini? Qualcuno che rimpiange il passato? Mah. Inoltre, dopo aver detto pubblicamente tutto quelle cose sul conto di Dovbyk e Ferguson, un suo diverso atteggiamento sarebbe apparso falso. Don Malen nel campionato italiano è di un'altra categoria: non si può, non si deve dire altrimenti qualcuno si arrabbia? Ci rimane male? Chiede la cessione? Viva la faccia della sincerità, dote rarissima nel mondo del calcio. Anche se ci sarà qualcuno che sosterrà che sono e saranno sempre dichiarazioni di comodo. Va bene, per carità. A chi ha accusato Gasp di aver sbagliato a togliere Malen a Napoli dopo la rete del secondo vantaggio, va ricordato che l'olandese con la maglia della Roma ha giocato 90 minuti soltanto in casa dell'Udinese, con la squadra protesa alla ricerca del gol del pareggio. Per il resto, è sempre stato sostituito. E il motivo è facilmente intuibile, per chi vuole intuirlo. Il punto non è l'uscita di Malen ma chi è entrato al posto di Donny: avesse avuto un altro Malen, nessuno avrebbe accusato Gasp di aver toppato la scelta. Giusto? Dato che è entrato un ragazzino acerbo come Vaz la faccenda è completamente diversa. Qui non si vuole sottolineare la non affidabilità di Vaz ma la mancanza, acuita dagli infortuni, di un valido sostituto di Donny. La cronaca, comunque, ci dice che la Roma non è riuscita a portare a casa il vantaggio, quindi la vittoria, non per l'assenza di Malen al centro dell'attacco, bensì perché Mancini e Celik hanno sottovalutato Alisson. E le sue caratteristiche. Sotto questo aspetto, entra in ballo pure l'allenatore e il suo staff ma l'uscita di Malen non centra niente. Qualsiasi allenatore non fa una mossa per indebolire la propria squadra: resta sempre da verificare, però, il valore tecnico di quella mossa. Il gruppo di GPG adesso ha a disposizione una doppia occasione davvero invitante per dare un senso ancora più compiuto al suo campionato: due gare di fila all'Olimpico, contro Cremonese e Juventus. L'opportunità di consolidare con maggior vigore la zona Champions. Non sarà facile, ma neppure impossibile con un Malen da 5 gol in 5 gare.
(corsport)

APPENA ARRIVATO

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