Le analogie nel calcio non sono mai casuali, specie se a firmarle è un maestro come Gian Piero Gasperini. Un allenatore che una ne pensa e un'altra ne inventa, talvolta all'interno della stessa partita. Prendiamo la gara di domenica passata contro la Cremonese, ad esempio. E non mettiamo da parte quanto accaduto sempre contro i lombardi nella partita d'andata. Le analogie? Una su tutte: Cristante. Cioè, il cambio di ruolo di Cristante. La posizione strategicamente determinante di Cristante. Gasp, a Cremona, alla fine di un primo tempo non soddisfacente tolse un difensore, Ziolkowski, mise dentro El Aynaoui e spostò Cristante da mediano addirittura a difensore centrale; all'Olimpico, alla fine del primo tempo, fuori un difensore, Ghilardi, dentro il solito El Aynaoui e Cristante spostato stavolta nel ruolo di trequartista, in un insolito 4-2-3-1. E, come era accaduto nel secondo tempo di Cremona, partita sotto il controllo assoluto della Roma, tre reti e successo in scioltezza. Casuale? Ma de che?? Un uomo per tutte le necessità tattiche, verrebbe da aggiungere, parlando di Cristante. All'Olimpico, domenica, è bastato un solo cambio più uno "spostamento" per stravolgere in positivo la partita. Merito di Cristante (15esimo gol di testa dal 2017: record tra i centrocampisti) ovviamente, e di chi l'ha pensata in quel modo. ChaptGPG, intelligenza non artificiale. Il dato che più colpisce nel post Cremonese, comunque, sono probabilmente i tre gol realizzati dalla Roma senza il contributo diretto di Donny Malen. L'olandese, unica punta centrale a disposizione di Gasp, e rimasto a secco ma la Roma ha saputo sopperire alla sua "assenza" andando a segno due volte su tre da palla inattiva. Una roba preparata a tavolino. Aspettando la Juve, l'attenzione in casa romanista è tutta rivolta a capire chi tra gli attaccanti potrà recuperare. Malen contro la Cremonese per la seconda volta (era capitato a Udine) è rimasto in campo fino alla fine, stavolta nonostante il netto vantaggio accumulato dalla Roma. Gasp non gli ha risparmiato nulla, forse con la speranza che potesse ancora timbrare il cartellino e fare il pieno di autostima. Per una serie di motivi facilmente intuibili, sarebbe importante per la Roma recuperare almeno uno degli attaccanti e non costringere così l'allenatore a esibirsi ancora una volta in salti mortali per tar quadrare la situazione. La classifica domenica offrirà alla Roma, terza alla pari dei campioni d'Italia del Napoli e con 4 punti di vantaggio sulla sua prossima avversaria, un'occasione corposa assai per continuare a sorridere.
Gasp dice che la lotta Champions si deciderà soltanto nelle ultime giornate di campionato: vero, fondamentale però, sarà farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Sennò, tutto risulterebbe inutile.
(corsport)




