IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Francesco Totti, il suo capitano, ha detto che «se facesse pure gol, sarebbe Cristiano Ronaldo». Rudi Garcia, il suo allenatore, ha sentenziato che «nessun altro nella rosa ha le sue qualità». Che Gervinho sia un calciatore speciale, per certi versi unico, lo sostengono anche i tifosi della Roma,
DELIZIA E CROCE
Chi lo adora dice che Gervinho, ribattezzato er tendina, è un fuoriclasse; chi non lo adora (anzi, il contrario...) sostiene che non sappia dare un calcio serio a un pallone. Perché, spiegano, è impossibile sbagliare gol come quelli falliti contro il Livorno oppure prendere il palo a porta spalancata come accaduto contro il Catania. In realtà, livoriano non è né un fenomeno né un pippone: è un attaccante che ha pregi singolari, per certi versi rari, ma anche limiti evidenti. Diciamo che se il suo allenatore fosse stato Nils Liedholm, lo svedese lavrebbe messo mezzora al giorno a calciare davanti a un muro. La cosa che realmente conta, però, è la funzionalità di Gervinho allinterno del gioco di Garcia, che lha voluto a tutti i costi a Roma («Se non me lavesse chiesto, io non lavrei mai preso», cit. Walter Sabatini): 4 gol, 3 assist-gol e 3 rigori procurati, il suo ruolino di marcia in sedici gare su 20. Senza contare tutte le volte che ha seminato il panico nelle difese avversarie e pure i gol che si è pappato a due passi dalla linea bianca...
LA LEZIONE TORINESE
Forse comincerà stasera, chissà, ma Garcia a Gervinho non rinuncia mai. Lo considera un giocatore base della sua Roma, uno dal quale non è possibile prescindere. Contro la Juventus a Torino, livoriano è stato uno dei peggiori della Roma: Antonio Conte, temendo le sue giocate, sera sistemato con la difesa a cinque e raddoppi sistematici sullivoriano ogni volta che si metteva in azione. Segno che lo temeva, che lo considerava lavversario più temibile. Stasera, a rigor di logica, dovrebbe accadere la stessa cosa: resta da verificare se/che tipo di lezione avrà tratto Gervinho (e Garcia) da quella sera.