Caos Serie A, ha ragione De Laurentiis: i soldi dall’estero sono pochi perché le carte sono truccate

La penna degli Altri
giovedì, 12 ottobre 2017 alle 17:55
de laurentiis pp auricolare
BUSINESSINSIDER.IT (G. BALESTRERI) - I 340 milioni di euro l’anno che la Serie A incasserà da Img per la cessione dei diritti esteri sono “una cifra ridicola”. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, attacca con durezza Infront e la Lega, ma almeno per metà lo fa ragione perché a non funzionare proprio è il modello di vendita dei diritti tv internazionali. Certo rispetto al periodo della cupola calcistica, quando la cessione a Mp&Silva fruttava 190 milioni di euro, è un bel passo avanti, ma molto meno di quello che si potrebbe fare.
); In cambio alla società americana sarebbe stata riconosciuta una commissione da 12,5 milioni di euro. Inoltre, Silva si impegnava a concedere a una controllata di Img la licenza per lo sfruttamento dei diritti “nell’ambito di siti web autorizzati e dedicati alle attività di scommessa sportiva” in tutto il mondo.
“La Serie A deve strutturarsi per vendere direttamente i propri asset senza intermediari altrimenti non riuscirà mai a colmare il divario con gli altri campionati europei” dice Giovanni Palazzi, consigliere delegato di StageUp, una delle società di consulenza e ricerca di riferimento nel business dello sport, che poi aggiunge: “Tutti gli intermediari vendono diritti di diverse discipline in pacchetti unici, così è impossibile sapere di chi stiano facendo gli interessi e quanto davvero valga il calcio italiano”.
De Laurentiis ha ragione: fino a quando il rischio di impresa sarà sulle spalle di un soggetto terzo – che per contratto paga a rate anticipate -, il valore della Serie A non decollerà perché il vero interesse dei rivenditori è quello di difendere la propria marginalità. D’altra parte Img e Mp&Silva sono da anni in cordiali rapporti e se all’estero si danno battaglia su diversi diritti sportivi, in Italia hanno siglato diversi patti di non belligeranza con l’obiettivo di non farsi male a vicenda massimizzando i rispettivi ritorni. A luglio l’Antitrust ha aperto un’istruttoria sull’esistenza di un presunto cartello dei diritti tv esteri, ma il procedimento non si chiuderà prima dell’autunno 2018.
Non serve, però, aspettare l’anno prossimo per capire che tra gli attori in gioco ci sia un rapporto consolidato. Nel 2011 e nel 2014, prima della conclusione delle aste preparata da Infront, Mp&Silva e Img si erano già accordate per scambiarsi una parte dei diritti a seconda di chi si fosse aggiudicato l’intero pacchetto: nel 2011, Img si impegnava a cedere a Silva gli stessi diritti integrali per 93 milioni di euro (poco più dei 92,5 milioni che avrebbe offerto in asta alla Lega); Silva, invece, si impegnava a nominare Img “consulente/rappresentante esclusivo per i servizi forniti nei territori di Olanda, Ex Jugoslavia e Russia. A Img sarebbe spettata una percentuale sui ricavi.
Il 30 novembre 2011, Riccardo Silva scriveva quindi al numero uno di Img: “Caro Ioris, per ovvi motivi non credo opportuno annunciare ufficialmente il nostro accordo in un periodo così ravvicinato dal tender (bando di gara,
ndr). Qualcuno tra Lega e squadre potrebbe avere qualche dubbio o qualche sospetto (peraltro infondato) su come si sono svolte le cose e non credo che sia il caso di alimentarlo”.
L’intesa è un successo per entrambi e nel 2014 lo schema viene replicato: se fosse stata Img ad aggiudircarsi la gara, avrebbe concesso a Silva lo sfruttamento in esclusiva dei diritti in Francia, Medio Oriente e Nord Africa e America Latina in cambio di 150 milioni di euro(Img dopo pochi giorni offrì alla Lega 140 milioni di euro per il tutto il pacchetto internazionale, ndr
Probabilmente il nuovo numero uno di Infront, Luigi De Siervo, dopo anni di aste truccate è davvero riuscito a strappare le migliori condizioni possibili al mercato internazionale, ma se la Serie A vuole davvero crescere deve impedire che il pallino del gioco resti in mano a intermediari che possono sublicenziare i diritti in qualunque momento: sapere se Img abbia già un accordo con altri intermediari è impossibile, ma nessuno può negare che alla fine a guadagnare davvero saranno loro, alle spalle della Serie A.
https://it.businessinsider.com/caos-serie-a-ha-ragione-de-laurentiis-i-soldi-dallestero-sono-pochi-perche-gli-intermediari-si-mettono-daccordo/

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