Ombre di doping sul preparatore della Juventus, lo spagnolo Julio Tous Fajardo

La penna degli Altri
martedì, 02 ottobre 2012 alle 19:05
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IL WEB. Le accuse mosse nel web di
IL MEDICO SPAGNOLO. Fin qui nulla che faccia gridare allo scandalo, solo superiorità e null'altro. I segnali però non finiscono qui e quello che ne viene dopo è tutt'altro che confondibile. Le accuse principali ricadono sul medico spagnolo Julio Tous Fajardo, che compare nell'organigramma della Juventus alla voce preparatore atletico, e soprattutto era il ricercatore associato presso il laboratorio della performance sportiva (Inefc) dell'Università di Barcellona, insomma il 'guru' spagnolo dell'allenamento di potenza e velocità, venuto alla ribalta come preparatore del Barça di Rijkaard. Dice di lui il Corriere della Sera "...già preparatore atletico nel Barcellona targato Rijkaard e di campioni del tennis come Nadal e Moya è un grande specialista dei lavori di potenziamento muscolare. Il suo motto è quanto mai esplicito: la forza ringiovanisce, la resistenza invecchia". Insomma non l'ultimo arrivato e decisamente esperto in materia "massimizzazione prestazioni muscolari e sportive".
DOPING. Il marcio inizia ad emergere quando arrivano le prime accuse di doping per Nadal. Julio Tous Fajardo è infatti legato a doppia mandata col campione della racchetta spagnolo, più volte si è occupato di lui e interpellato dai giornalisti e ha dichiarato:
"Rafael Nadal è un atleta straordinario. Rafa è semplicemente due volte più potente di un qualsiasi giocatore di calcio, figuriamoci di tennis". Tuttavia, come si apprende da TennisWorld Italia: "Le "Journal de Dimanche" aveva inserito nella cosiddetta "lista nera", della quale fanno parte 58 ciclisti tra cui personaggi di primo piano quali "Piti" Valverde, Ivan Basso, Francesco Mancebo, Jan Ullrich e Alexandre Vinokurov, anche atleti di altri sport tra i quali il tennista Rafael Nadal e ben cinque atleti del Real Madrid additati come "clienti" della clinica del dottor Eufemiano Fuentes, capo della centrale di doping ematico scoperta nel 2010 in Spagna". Insomma si tratta dei misteriosi potenziamenti spagnoli che hanno portato gli iberici a eccellere in ogni sport, non è la prima volta che si sente questa storia. Vi proponiamo uno specchietto utilizzato dalla WADA (agenzia mondiale antidoping) tratto dal suo sito ufficiale per capire i fattori che indicano sospetto di doping: 1) Parametri biologici anormali; 2) Infortuni, assenza dai tornei programmati o ritiri; 3) Precedenti sospetti di doping; 4) Miglioramenti importanti improvvisi nelle prestazioni; 5) Omissione ripetuta di informazioni, compresi spostamenti geografici; 6) Età e storia dell'atleta; 7) Reintegrazione dell'atleta dopo un periodo di ineleggibilità; 8) Incentivi finanziari per migliori prestazioni; 9) Associazione dell'atleta con terzi quali un coach o un medico con precedenti in materia doping; 10) Informazioni affidabili dai terzi.
NADAL. Già nel 2009 a seguito di una serie di infortuni dichiarati dal giocatore, lo spagnolo potè saltare i controlli antidoping prima di Winbledon, con una fitta rete di sospetti sollevata da colleghi tennisti e esperti dell'ambiente. Dopo il declino ci fù il possente ritorno del fenomeno spagnolo ma solo dopo una cura miracolosa. I giornali spagnoli hanno riportato che la cura di cui ha usufruito Rafa sia la PRT (Platelet Rich Therapy, terapia ricca di piastrine, traducendo alla lettera). Spieghiamo bene di cosa si tratta: il sangue del paziente viene preso e centrifugato in un macchinario, quindi il sangue coagulato viene iniettato nella zona dell'infortunio. Nadal stesso ha evidenziato come sia un trattamento "doloroso ed applicato direttamente sul tendine". Questo è un dettaglio non trascurabile, in quanto solo la parte del corpo in questione può ricevere il trattamento della PRT, altrimenti perseguibile dall'antidoping. Tamira Paszek infatti, per una variazione nella procedura sul trattamento alla schiena cui si è sottoposta nel 2009, è stata anche posta sotto indagine. Insomma un trattamento basato sull'iniezione di sangue "arricchito" con i fattori di crescita grazie al quale l'organismo rigenera più velocemente i tessuti lesionati nel corpo dell'atleta ed è impossibile determinare a posteriori questo tipo di pratica a meno che non sia dichiarata direttamente dall'interessato. Molti sospetti su Nadal, ma nessuna condanna fino ad oggi.
E allora la domanda nasce spontanea, cosa ci fa uno spagnolo esperto di potenziamento muscolare e ottimizzazione sportiva tra i preparatori della Juventus? Come è finito a lavorare per i bianconeri dopo aver lavorato con Nadal? In che rapporti è con Conte che lo ha voluto nel suo team? Conosce i segreti della pratica PRT?
(ibtimes.com)

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