Silenzio, alle 15 parla De Rossi

La penna degli Altri
martedì, 21 agosto 2012 alle 9:32
IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) - «Mi sa che parlo martedì in conferenza». Lo ha sussurrato appena uscendo dallo stadio domenica sera ed è stato di parola Daniele De Rossi. Oggi a Trigoria, ore 15, prima conferenza stampa del centrocampista in quest
Ma tutti, anche e soprattutto nella Roma, sanno quello che Daniele vuole: restare qui. Non è uno che dice le cose tanto per dire e fa le cose tanto per fare: quando ha firmato il rinnovo del contratto non si è nascosto, ha raccontato che ha pensato all’idea di cambiare squadra, che è stato tentato da proposte (economiche e tecniche) che venivano da altre parti ma che alla fine, soddisfatto in tutte le sue richieste, ha deciso di rimanere dov’era. Oggi dovrebbe dire lo stesso. O comunque dovrebbe fare chiarezza perché tante cose dette e scritte in queste ultime settimane non gli sono piaciute. E vuole far sentire la sua voce. C’è n’è bisogno, una volta per tutte. Anche se la risposta più bella De Rossi l’ha data con quell’enorme sorriso con cui è entrato in campo domenica prima del riscaldamento. Un sorriso quasi emozionato, considerando l’ovazione che lo ha accolto insieme a quello striscione "De Rossi non si tocca" che la dice lunga su quello che è lo spirito dei romanisti.
Spirito che non si è esaurito né nel riscaldamento né alla lettura delle formazioni: ogni volta che De Rossi toccava palla erano applausi, anche quando sbagliava qualche appoggio. È stato il modo che i romanisti hanno scelto, non condizionato e non condizionabile. È stato il modo con cui i romanisti si sono schierati. Con buona pace di Mancini e di tutti quelli che speravano che De Rossi lasciasse la Roma. Al di là delle dichiarazioni ufficiali e ufficiose, il tecnico del City era convinto che ci fossero i margini per portare Daniele a Manchester mentre dovrà accontentarsi di convincere gli sceicchi a tentare l’assalto a Jovetic, che i Della Valle sono comunque molto restii a cedere. Anche Mourinho, da Madrid, è rimasto sempre vigile perché se si fosse aperta una trattativa vera e propria, se avesse capito che De Rossi era effettivamente sul mercato, non avrebbe esitato a farsi avanti.
E il fascino dei campioni di Spagna, con tutto il rispetto per Mancini e per la soleggiata Manchester, non è neanche paragonabile a quello dei campioni d’Inghilterra. Da due allenatori che lo avrebbero voluto a chi ha la fortuna di averlo. Zdenek Zeman sta scoprendo De Rossi giorno dopo giorno. E domenica, in poche parole, ha condensato tutto quello che c’era da dire:
«Io sono convinto che Daniele resterà con noi. La telefonata di Mancini non vuol dire nulla. Con lui mi ci sento spesso da tempo, mi ha chiamato tre settimane fa e anche lo scorso anno quando ero a Pescara. De Rossi è un giocatore importante, la società non mi ha mai chiesto nessun parere su una sua eventuale cessione e quindi sono assolutamente convinto che rimarrà alla Roma»
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