Basta un’ora per tornare a sognare in grande

20/08/2012 alle 13:53.

IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Un’ora, il tempo giusto per riuscire a decifrare, a sette giorni dall’inizio del campionato, quanto margine di crescita ha ancora questa squadra trasformata da un mercato attento e dalle sapienti mani del boemo. I 35mila accorsi all’Olimpico per la prima uscita vera della nuova Roma targata Zeman, si sono stropicciati gli occhi.

Alla faccia del tichi-taca targato Luis Enrique questa nuova Roma va giù dritta in verticale, giocando la palla di prima, senza troppi fronzoli. In cabina di regia, nemmeno a dirlo, un in formato stellare: la grande condizione del capitano giallorosso (cura Zeman) fa bene a tutta la squadra e non da’ punti di riferimenti agli avversari. dispensa palloni, si sacrifica per il gruppo e quando dopo un’ora esatta lascia il campo per Bojan, riceve dal suo popolo il meritato plauso.

Ma è tutta la Roma ad aver lasciato una buona sensazione. I«vecchi» sono in ottima condizione ( - tranquilli, resterà - oltre al calore del pubblico ha avuto in consegna da Zeman le chiavi della «sua» Roma) e i nuovi hanno impressionato per quantità e qualità. Non un serata di gran lavoro per che mostra però sicurezza e personalità, cosa che non manca anche al giovane paraguaiano Piris: altra scoperta della serata. Che Nico Lopez fosse nelle grazie di Zeman era cosa nota, ma ieri ha fatto intuire che quest’anno per una maglia da titolare lì davanti ci sarà anche lui. Maglia che per il momento Zeman non può togliere a Osvaldo, autore di un gran gol, ma soprattutto padrone degli spazi e dei movimenti offensivi.

Dulcis in fundo giocatore risparmiato da Zeman che non potrà averlo all’esordio col Catania perché squalificato. Fin troppo facile per lui il gol del 3-0, ma quest’anno la sensazione è che avrà modo di divertirsi. L’obiettivo americano era questo: una squadra competitiva, in grado di far divertire la gente... beh, come primo approccio non c’è male!