IL ROMANISTA (A. F. FERRARI) - «È una norma assurda e da rivedere». Anche lAia, anche gli arbitri italiani, dicono adesso no alla regola per cui un fallo da ultimo uomo, se commesso in area, costa rigore, rosso e conseguente squalifica. Lespulsione di Stekelenburg ha chiaramente alterato landamento del derby, dice
Nellultima riunione tra arbitri, capitani e allenatori della Serie A, il capitano della Nazionale e portiere della Juventus, Gigi Buffon, aveva chiesto che questa norma fosse rivista e già allora aveva trovato sponda in Nicchi. «Abbiamo già chiesto di cambiarla e continueremo a farlo», furono allora le parole del numero uno dellAia. Gli arbitri, ma anche le altre componenti del calcio, non vogliono la totale cancellazione della regola ma una parziale modifica. La concessione del rigore è già di per sé penalizzante dato che permette agli avversari di segnare. Aggiungere al tiro dal dischetto lespulsione del giocatore che ha commesso il fallo penalizza troppo la squadra che subisce la sanzione arbitrale, senza contare il fatto che il giocatore non disputerà la partita successiva perché squalificato. Sarebbe più giusto ammonire lautore del fallo salvo i casi in cui ci sia un intervento violento o gravemente antisportivo. Pochi giorni fa, però, lIfab avrebbe detto no. LInternational Football Association Boar avrebbe respinto la richiesta mantenendo quindi in vigore la tanto discussa regola. A confermarlo è stato Pierluigi Collina, ex arbitro ed attuale designatore degli arbitri Uefa, ha parlato della tripla sanzione a La politica nel Pallone su Gr Parlamento: «Le decisioni dellIfab che è il massimo organo giudicante in termini di cambiamento di regole del calcio, non devono essere commentate - le parole dellex arbitro -. Cè stato un dibattito prima, una serie di valutazioni fatte allinterno della commissione tecnica e dalla task force Fifa, e si è deciso di mantenere la regola come è scritta. Le regole vanno accettate e applicate, magari in futuro ci sarà ulteriore spazio per altre discussioni». Poi però Collina si sbottona: «Io avevo detto, in un tempo ormai lontano, che la vedevo come una regola troppo penalizzante per i giocatori, ma gli arbitri applicano regole decise dallIfab. Usare il buon senso? Ha poco a che fare con le regole del gioco, viene invocato, ma va bene fino a che non lede i diritti di una delle due parti. Ma sulla tripla sanzione vale la pena continuare a discutere», conclude il designatore degli arbitri Uefa.




