IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Per riuscire le rivoluzioni hanno bisogno di verità. Ed è per questo che i tifosi della Roma stavolta hanno fischiato e non applaudito. Hanno fischiato un pareggio quando dieci giorni prima avevano applaudito una sconfitta. Se vo
De Rossi e Totti sono la Roma. E di conseguenza giocano: senza paura, fino allultimo, non smettendo di crederci. Neanche ora. Soprattutto adesso. Se De Rossi a Milano era stato il mare, ieri - in una partitaccia del genere, in una serataccia simile - Francesco Totti è stato quasi commovente: nel gioco dei ruoli di questa Roma in laboratorio, ieri lui ha fatto anche il terzino e un rilancio dentro larea da centrale, non ha mai smesso di correre per gli altri, di cercare di farli segnare. Lui che nellhaka romanista prima della partita sta al centro e grida Daje e lo fa fino allultimo fallo laterale. Non è un caso che De Rossi e Totti vengano dalla Sud. Probabilmente avrebbero fischiato anche loro. Di questo hanno bisogno le rivoluzioni. Perché anche questo è amore.




