CORSPORT (G. D'UBALDO) - La nuova Roma degli americani ha fretta di mettersi al lavoro. Ci sono due passaggi ancora che mancano per poter completare loperazione di acquisto, lautorizzazione dellAntitrust e della Consob, ma DiBenedetto e soci hanno già alcuni progetti su come rilanciare la Roma. Il futuro presidente sarà
STADIO - Uno dei progetti sui quali stanno lavorando riguarda lo stadio di proprietà. La legge sui nuovi stadi si è bloccata ed è ferma da anni. Lotito si batte da tempo, DiBenedetto spera di ottenere il via libera a breve. Si pensa a un impianto da cinquantamila posti al massimo. Facilmente raggiungibile, con parcheggi, ristoranti e tutti i confort. In un primo momento era stata individuata larea di Tor di Valle, dove si trovano i terreni di Luca Parnasi, uno degli imprenditori romani che potrebbe essere interessato ad entrare nella nuova società con una quota di minoranza. Ma negli ultimi giorni dopo la chiusura della trattativa per lacquisto della Roma, DiBenedetto e soci hanno deciso di puntare altrove. E tornata dattualità la soluzione che era stata già presa in considerazione un paio di anni fa dalla vecchia società. La zona è alla Massimina, sullAurelia, vicinissima alluscita del Grande Raccordo Anulare e dalla fermata del treno a Boccea. Erano già stati eseguiti studi di fattibilità per un nuovo stadio. Non ci sono vincoli. Era stata trovata una tomba antica che restava fuori dal perimetro dellarea interessata. I terreni sono di proprietà di Scarpellini, un imprenditore romano specializzato nel settore immobiliare, ma non costruttore. Gli americani, sullesempio delle esperienze fatte in questo campo negli Stati Uniti, sono convinti di poter costruire limpianto in tre anni, dal momento che passa la legge e si ottengono tutti i permessi.
COMUNICAZIONE - Tullio Camiglieri, che con la sua società si occupa della comunicazione del gruppo DiBenedetto, è anche esperto di stadi ieri ha detto: «Perchè la Juventus può costruire lo stadio e la Roma no? Il problema è la volontà di farlo e si può costruire in tre anni. Lo stadio della Juventus è una realtà e noi siamo convinti che una nuova realtà debba diventare lo stadio della Roma. Credo che ci sia la volontà della pubblica amministrazione di favorire la realizzazione di questa opera. Soprattutto se lo stadio diventerà un centro da vivere 365 giorni lanno, offrendo opportunità di occupazione, unoccasione per la comunità con esercizi, centro commerciale e multisala. Deve rappresentare una fonta di occupazione, di servizi e di ritrovo» .




