IL TEMPO (C. SOLIMENE) - Per iniziare va specificata una cosa: i 25 milioni a cui si allude quando si parla di Champions sono più che mai «virtuali». Nel senso che, per intascarli, la squadra che vincerà la volata per lultimo posto nellEuropa che conta dovrà poi superare il preliminare. Una formalità? Non proprio, basti pensare alla Samp, che nellurna ha pescato il Werder Brema con conseguente eliminazione, perdita economica, smantellamento, rischio retrocessione. Meglio non dare nulla per scontato visto anche il trattamento riservato dallo Schalke 04, decimo in Bundesliga, ai campioni uscenti dellInter.
Al netto delle polemiche, però, si possono pronosticare le due formazioni romane leggermente favorite rispetto a Udinese e Juventus. La Lazio perché parte davanti a tutte, la Roma per un calendario agevole e per lo smalto ritrovato con Montella. LUdinese appare stanca per la lunghissima rincorsa che lha portata in alto dopo un avvio pessimo, la Juve è pur sempre staccata di sei punti e dovrebbe scavalcare ben tre squadre. Ecco perché gli ultimi 540 minuti di gioco si prefigurano come un lungo «derby per la Champions» e i laziali, che da un po di tempo nelle stracittadine le prendono, sono autorizzati a tutti i tipi di scongiuri. Venticinque milioni, si diceva. Come ci si arriva? Poco più di 7 sono garantiti dalla qualificazione nella fase a gironi. Un altro paio arrivano eventualmente grazie ai risultati (400.000 euro per i pareggi, 800 per le vittorie), una decina dai diritti televisivi. In più vanno considerati incassi (qualcuno ha voglia di perdersi il Barcellona allOlimpico?) e sponsor, che sborsano bonus considerevoli per la vetrina europea. Tanto che è difficile immaginare una Lazio con la maglia immacolata anche nella competizione per la coppa con le orecchie. Questo è il malloppo. I «cacciatori» sono i vari Zarate, Totti, Di Natale e Del Piero. Grandi assi per un grande traguardo. E pazienza se, qualche piano più in su, si contendono qualcosa di ancora più appetitoso.




