CORSPORT (P. TORRI) - The Guardian,ieri mattina, ha fatto scattare lallarme in tutta la Roma giallorossa.« Con DiBenedetto proprietario, la Roma rischia lesclusione dalle coppe perché il regolamento Uefa non consente di essere azionisti di due società ». Dove la seconda società è il Liverpool, club acquistato qualche mese fa da una società americana di cui, appunto, fa parte an
Detto questo, vediamo cosa dice in dettaglio larticolo tre del regolamento Uefa. Tre i criteri base. Il primovieta che« qualsiasi club iscritto a una competizione Uefa, direttamente o indirettamente, possegga azioni o interessi economici su altri club iscritti alle stesse competizioni Uefa » .Il secondo comma prevede che« nessun individuo o entità legale può essere nella posizione di controllare o influenzare più di un club iscritto a competizioni Uefa sia attraverso la maggioranza azionaria oppure esercitando un potere decisionale sulle scelte » .Infine è specificato ulteriormente come ci sia il divieto ai singoli, coinvolgimenti in più di un club« a livello manageriale, amministrativo e sportivo in qualità di azionista ».
A leggere con attenzione la norma, il rischio cè tutto. Ma a preoccuparsi, sempre leggendo il resto della norma, dovrebbe essere il Liverpool, non la Roma. Perché nel caso in cui questo conflitto di interessi ci fosse davvero, la norma prevede lesclusione di un club in base a questi criteri: 1) si favorisce il club iscritto alla competizione più prestigiosa; 2) conta il piazzamento conseguito nel proprio campionato; 3) il ranking Uefa. Dunque in questutlima stagione la Roma ha disputato la Champions e il Liverpool lEuropa League ( entrambe sono già fuori dai giochi). Le due squadre in queste momento sono entrambe al sesto posto nei rispettivi campionati con la Roma più vicina al quinto di quanto lo sia la squadra inglese. Infine, è vero, che nel ranking Uefa il Liverpool è avanti alla Roma. Ma perché mai dovrebbe valere la regola tre, piuttosto che la uno o la due?




