IL ROMANISTA (M. MACEDONIO) - «Sono felicissimo per Vincenzo e per tutti i miei ex compagni». E raggiante Christian Panucci, al termine della partita vissuta davanti al televisore. «Davvero una bella reazione dice - dopo tutto quello che è successo. Sono contento per lui, perché oltre ad essere stato un mio compagno è anche un grande amico. E partito con
Si dice infatti estremamente fiducioso lex difensore giallorosso: «Lo sono perché li conosco. So che, come valore, hanno oggi in classifica qualche punto in meno di quanti ne dovrebbero avere, ma so anche che da qui al termine del campionato se li andranno a riprendere, uno per uno. E sono convinto che arriveranno almeno in zona Champions. Pizarro? Straordinario. Ha avuto dei problemi fisici, non è stato bene per lungo tempo, ma la sua presenza in campo è fondamentale. Per il gioco e la qualità complessiva del gruppo. Dare la palla a lui è come metterla in banca. Per la Roma e per tutti è un rientro importante, decisivo». Un quarto posto, dunque, che per Panucci torna ad essere obiettivo raggiungibile. E forse, addirittura il traguardo minimo. «Questa squadra è capace di tutto, per cui ripeto che a questa Roma non è precluso niente. E chiaro che dovranno mettere insieme una bella striscia in questa ultima parte della stagione, ma basterà loro comportarsi da grande squadra quale sono. E i risultati arriveranno di sicuro». «Non ho visto molti cambiamenti sostiene invece Marco Delvecchio. Ma è anche normale che sia così. Ad appena tre giorni dal cambio in panchina non potevano certo esserci. Tra laltro, il Bologna era anche in formazione rimaneggiata, mancando di molti giocatori. Da parte mia, comunque, sapevo che la Roma stasera poteva vincere e che avrebbe vinto. Così comè stato. Dobbiamo però aspettare partite più importanti per stilare un giudizio definitivo».
Non nasconde di riconoscere ugualmente dei meriti alla squadra, Supermarco: «Tenuto conto che non è mai facile vincere, faccio comunque i complimenti a tutti». Fotografa infine in modo pragmatico la situazione, Ubaldo Righetti: «Montella ha dimostrato grande intelligenza e saggezza, riproponendo un modulo che è quello che la Roma interpreta meglio, a differenza di quanto sono spesso soliti fare molti allenatori, andando a modificare equilibri o imponendo da subito un proprio modo di vedere. Mi è piaciuto molto il secondo tempo, in cui la squadra non ha avuto quella paura di vincere che le avevamo visto invece tante volte. Si è esaltata come ai vecchi tempi, quando le riusciva soprattutto nelle difficoltà. Anche se il Bologna non era forse il test più attendibile per via delle molte assenze. La squadra ha però saputo gestire bene la gara. Ottimi i cambi, con il livello rimasto alto. Grandi lapplicazione e lordine tattico. Con i sorrisi prima, durante e dopo la partita, che fanno dire Meglio di così!». Righetti ritiene anche che certe scelte potessero essere anticipate. «Dispiace per Ranieri, al quale va comunque tutto il rispetto dice - ma chi, nella società, è chiamato a vigilare sui rapporti tra tecnico e giocatori avrebbe dovuto accorgersi prima di una situazione deteriorata. Sono cose che ci stanno, nel calcio. E i segnali non erano certo mancati. Stasera è stato evidente. Peccato solo che si sia perso un po troppo tempo».