GASPORT (A. CATAPANO) - «Così ci fai morire...». Dopo 84 minuti di attentati alle coronarie, pure lo speaker è stremato. Da del tu alla Roma, che ha appena messo la faccia, e il cuore, avanti al Bayern. Che spettacolo. Una notte di calcio antico e, quindi, romanista. Una partita pazza e, quindi, romanista. Un salto in avanti, verso gli ottavi di Champions, e un tuffo nel passato, quando questa competizione si chiamava Coppa dei Campioni e uno
Nella storia Finisce con la squadra sotto la Sud, le note di Grazie Roma, lOlimpico che perde la voce. Rosella Sensi è quasi commossa. «Alla vittoria non ci credevo quasi più, questa partita entrerà nella storia della Roma, ce ne ricorderemo per sempre». Cerca con lo sguardo Totti, che lei sente come un fratello. «Nessuno è importante quanto lui in questa squadra, per mille motivi». Eccolo, Totti: la panchina, il muso, lo sconforto, la speranza, poi finalmente è entrato, per 15 di gloria. «Un gol decisivo, finalmente, me lo tengo stretto», dice. La sua analisi. «Siamo partiti malissimo, sotto di due gol ci voleva unimpresa, ci siamo riusciti con la voglia e la determinazione della grande squadra». La promessa, sulle ali dellentusiasmo: «Siamo una grande squadra, possiamo dire la nostra anche in Europa, non possiamo nasconderci».
Lo strano caso... Si vola alto, si sogna. Borriello è entusiasta. «Reazione mostruosa, pubblico fantastico, è il gol più importante della mia carriera». Ranieri fa il pompiere: «Restiamo umili, non saremo presuntuosi a Palermo», giura. Però, pure lui... «Aver battuto i vice campioni dEuropa ci darà una grande spinta». La Roma procede a braccetto col Milan, anche in Champions. «Se si fermeranno in campionato, noi li prenderemo. Vogliamo rientrare in corsa, giocarci lo scudetto fino allultima giornata». Racconta quando è maturata la svolta ieri, il momento in cui la signora Hyde è tornata dottoressa Jekyll. «Nel primo tempo correvamo tanto, a vuoto. Nellintervallo ho chiesto alla squadra di aggredirli sulle fasce. Poi, prima di rientrare ci siamo detti che non ci stavamo a perdere». Lo strano caso della Roma di Ranieri: brutta, bella, vincente.