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CORSPORT (A. MAGLIE) - «La polizia, non intervenendo pesantemente, ha evitato una strage». Non ha dubbi, Roberto Maroni, ministro dellInterno: la strategia seguita a Genova ha evitato un secondo Heysel. Non è stata una giornata semplice, quella di ieri, al Viminale.
LIRA DI GENOVA -A pagare ancora una volta la città ligure, messa a soqquadro dalle orde barbariche calate da Belgrado. Danni che il Comune vorrebbe far pagare a chi li ha prodotti, con apposite richieste di risarcimento, costituendosi parte civile nei processi in cui sfileranno gli accusati, a cominciare dallormai famigerato Ivan. Il sindaco Marta Vincenzi sembra intenzionata a seguire questa linea. Ma nellattesa dei risarcimenti, punta il dito contro il Viminale, contro Maroni:«Il ministero dellInterno non ha saputo valutare il problema e soprattutto la pericolosità dei tifosi a cui non doveva essere consentito laccesso a Genova».E proprio questa laccusa più insidiosa. Come hanno fatto ad arrivaresin qui? Antonio Manganelli, capo della polizia, ha cercato di rispondere alle critiche.
«Era impossibile impedire larrivo dei tifosi serbi sia perché labolizione dei visti dalla Serbia rende impossibile il controllo alla frontiera, sia perché non ci sono state specifiche indicazioni sui movimenti dei tifosi da parte delle autorità serbe che potessero consentire ladozione di particolari misure di prevenzione»: Manganelli non ha dubbi. Lo ha messo per iscritto, in una relazione consegnata al ministro e che farà probabilmente parte della documentazione che lItalia invierà allUefa. Il capo della polizia ribadisce:«Solo il comportamento responsabile delle forze dellordine ha evitato incidenti ancora più gravi».
IN PARLAMENTO -Ma le certezze del ministro e del capo della polizia (che incontrandosi hanno concordato sul fatto che non siano rinvenibili nelle vicende di Genova«responsabilità della polizia italiana») non sono condivise da tutti. E se gli esponenti del governo fanno quadrato intorno al collega («Mi ha stupito che cè chi ha sollevato ingiustificati dubbi sulloperato della polizia italiana», ha replicato Ignazio La Russa, ministro della Difesa), dallopposizione sono arrivate richieste di chiarimenti e anche, più isolate, di dimissioni. Ovviamente di Maroni («Dopo la notte di guerriglia e devastazione di Genova il ministro dellinterno ha il dovere di rassegnare le dimissioni», ha detto il presidente dei deputati dellIdv, Massimo Donati).
Le ferite genovesi, in ogni caso, finiranno a Montecitorio perché in molti reclamano una pubblica relazione da parte del Governo e in molti annunciano la presentazione di interrogazioni. Sollecita un dibattito lex ministro dello sport, Giovanna Melandri:«Crediamo sia doveroso per il ministro Maroni venire in Parlamento e spiegare ai cittadini italiani cosa non ha funzionato laltra sera».
Mentre Pedica dellIdv invoca il pugno duro:«Chiedo sanzioni severe per gli autori della guerriglia e più controlli nellambito delle manifestazioni sportive. Doveroso mettere in campo azioni per arrivare al completo isolamento del gruppo denominato tigri di Arkan».