«La Polizia ha evitato la strage»

14/10/2010 alle 10:56.

CORSPORT (A. MAGLIE) - «La polizia, non intervenendo pe­santemente, ha evitato una strage». Non ha dubbi, Roberto Maroni, ministro dell’Inter­no: la strategia seguita a Genova ha evitato un secondo Heysel. Non è stata una giorna­ta semplice, quella di ieri, al Viminale.

L’IRA DI GENOVA -A pagare ancora una volta la à ligure, messa a soqquadro dalle orde barbariche calate da Belgrado. Danni che il Comune vorrebbe far pagare a chi li ha pro­dotti, con apposite richieste di risarcimento, costituendosi parte civile nei processi in cui sfileranno gli accusati, a cominciare dall’or­mai famigerato Ivan. Il sindaco Marta Vin­cenzi sembra intenzionata a seguire questa linea. Ma nell’attesa dei risarcimenti, punta il dito contro il Viminale, contro Maroni:«Il ministero dell’Interno non ha saputo valuta­re il problema e soprattutto la pericolosità dei tifosi a cui non doveva essere consentito l’accesso a Genova».E’ proprio questa l’ac­cusa più insidiosa. Come hanno fatto ad ar­rivaresin qui? Antonio Manganelli, capo del­la polizia, ha cercato di rispondere alle cri­tiche.

«Era impossibile impedire l’arrivo dei tifo­si serbi sia perché l’abolizione dei visti dal­la Serbia rende impossibile il controllo alla frontiera, sia perché non ci sono state speci­fiche indicazioni sui movimenti dei tifosi da parte delle autorità serbe che potessero con­sentire l’adozione di particolari misure di prevenzione»: Manganelli non ha dubbi. Lo ha messo per iscritto, in una relazione con­segnata al ministro e che farà probabilmen­te parte della documentazione che l’Italia in­vierà all’Uefa. Il capo della polizia ribadi­sce:«Solo il comportamento responsabile delle forze dell’ordine ha evitato incidenti ancora più gravi».

IN PARLAMENTO -Ma le certezze del ministro e del capo della polizia (che incontrandosi hanno concordato sul fatto che non siano rin­venibili nelle vicende di Genova«responsa­bilità della polizia italiana») non sono con­divise da tutti. E se gli esponenti del gover­no fanno quadrato intorno al collega («Mi ha stupito che c’è chi ha sollevato ingiustifica­ti dubbi sull’operato della polizia italiana», ha replicato Ignazio La Russa, ministro del­la Difesa), dall’opposizione sono arrivate ri­chieste di chiarimenti e anche, più isolate, di dimissioni. Ovviamente di Maroni («Dopo la notte di guerriglia e devastazione di Genova il ministro dell’interno ha il dovere di rasse­gnare le dimissioni», ha detto il presidente dei deputati dell’Idv, Massimo Donati).

Le ferite genovesi, in ogni caso, finiranno a Montecitorio perché in molti reclamano una pubblica relazione da parte del Gover­no e in molti annunciano la presentazione di interrogazioni. Sollecita un dibattito l’ex mi­nistro dello sport, Giovanna Melandri:«Cre­diamo sia doveroso per il ministro Maroni venire in Parlamento e spiegare ai cittadini italiani cosa non ha funzionato l’altra sera».

Mentre Pedica dell’Idv invoca il pugno du­ro:«Chiedo sanzioni severe per gli autori della guerriglia e più controlli nell’ambito delle manifestazioni sportive. Doveroso met­tere in campo azioni per arrivare al comple­to isolamento del gruppo denominato “tigri di Arkan”».