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IL ROMANISTA (D. GALLI) - Sei minuti. Tanto è durata Italia-Serbia a Genova. La partita viene sospesa per decisione dellarbitro, lo scozzese Thomson, dopo lennesima pioggia di fumogeni caduta dal settore serbo. «Non si è giocata - recitava in nottata una laconica nota della Figc - perché non sussistevano le condizioni di sicurezza». LItalia ha vinto (vincerà) 3-0 a tavolino un match chiave per le qualificazioni agli Europei.
sicurezza». LItalia ha vinto (vincerà) 3-0 a tavolino un match chiave per le qualificazioni agli Europei. Ma è stata, e tale resterà, una notte da incubo per la Uefa, per le due federazioni. E soprattutto per il Viminale, che non è riuscito ad arginare un manipolo - i tifosi ospiti erano 1.600, ma quanti di questi avevano intenzioni bellicose? - di teppisti ultranazionalisti serbi, permettendo loro di portare al Ferraris ogni tipo di oggetto contundente. Perché se Italia-Serbia è durata sei minuti, la partita tra i serbi e le forze dellordine si stava giocando già da diverse ore.
LE AVVISAGLIE - È nel pomeriggio che monta la tensione a Genova. Vengono lanciate delle bottiglie contro le forze dellordine. È la premessa di una notte folle. Verso le 19, due cortei spontanei mandano in tilt il traffico. Il primo parte da piazza De Ferrari, il secondo da piazza Fontane Marose. In totale sono composti da 300 tifosi. A farne le spese sono i genovesi, sui quali piove di tutto. Compresi dei petardi. E la polizia che fa? Agenti del reparto mobile e Digos assistono. Scortano. I genovesi? No, i serbi.
19.45 Unora prima del fischio di inizio, le forze dellordine fermano alcuni tifosi serbi. Qualcuno, visibilmente ubriaco, viene stoppato subito dopo i cancelli. I carabinieri fermano un altro tifoso (serbo) per violenza e resistenza. Poco prima, in via XX Settembre, aveva lanciato tondini di ferro contro i militari di un battaglione.
20.46 Quando entrano in campo le squadre, lincontro tra i teppisti (serbi) e le forze dellordine è entrato nel vivo. Petardi e bengala inondano il prato del Ferraris. Nella Serbia non cè il portiere Vladimir Stojkovic. Protagonista della sconfitta casalinga per 3-1 venerdì con lEstonia, viene colpito dallesplosione di fumogeno sul pullman che stava portando la squadra a Marassi. Medicato allOspedale San Martino di Genova, non riporta ferite gravi. Ma è provato, si rifiuta di scendere in campo e si rifugia nello spogliatoio italiano.
20.51 Italia e Serbia tornano negli spogliatoi.
20.53 Entrano i poliziotti. Sono in tenuta anti- sommossa.
20.57 Trascorre il tempo, proseguono i lanci dei fumogeni. Esplode una bomba carta. Le telecamere della Rai inquadrano uno striscione che la dice lunga sulla provenienza politica dei teppisti: "Il Kossovo è serbo".
21.01 Mentre in campo compaiono degli idranti, la Uefa ragiona sul da farsi.
21.02 Sale intanto a dieci il numero di tifosi (?) serbi fermati.
21.03 La polizia si avvicina al settore ospiti. Primo atto di forza del Viminale: vengono cacciati giornalisti e fotografi.
21.09 Rientrano i giocatori della Serbia. Fanno stretching.
21.11 Riecco gli azzurri. Sono leggerissimamente più preoccupati dei colleghi serbi.
21.16 La Uefa ha deciso. Si gioca. I serbi vanno dai loro tifosi. Li supplicano di smetterla con i lanci. Uno di loro mostra un "3" con le dita. Secondo la Rai, il messaggio è chiaro: se non si fermano, i 3 punti vanno allItalia. Peccato che il "3", simbolo dei cetnici (destra conservatrice), indichi invece la Grande Serbia.
21.21 Viene fischiato linno della Serbia.
21.22 Viene fischiato linno dellItalia.
21.24 Si salva il minuto di raccoglimento per i nostri quattro alpini morti in Afghanistan.
21.26 Thomson dà il via alle ostilità (in tutti i sensi). Fiocca il primo petardo, mentre Pazzini viene platealmente spinto in area di rigore.
21.33 Dopo il secondo fumogeno, larbitro ferma lincontro. Viviano se ne va. Il suo commento rubato dalla Rai è: «Io lì (tra i pali, ndr) non ci rivado».
21.38 I giocatori serbi e il responsabile della sicurezza degli azzurri, Roberto Massucci, provano a convincere Thomson a riprendere. Niente da fare. Si arrendono tutti. I serbi, gli italiani, la Uefa. Il Calcio.