Musa: «Super Vucinic, Totti una corda di violino»

27/07/2010 alle 11:42.

IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - «La rete è per Silio Musa, che in queste settimane ha fatto un lavoro straordinario, consentendomi di andare sempre in campo, anche se ero alle prese con qualche acciacco. Questa rete è per lui, senza il suo splendido lavoro non avrei potuto giocare. Mi ha rimesso in piedi dopo l’infortunio che mi ha condizionato negli scorsi periodi Lo voglio ringraziare pubblicamente». Parlava così lo scorso anno Mirko Vucinic, dopo un gol all’Inter in una partita che non avrebbe nemmeno dovuto giocare.

 
Ci sono uomini all’interno della Roma abituati a lavorare nell’ombra, lontani dalle luci dei riflettori ma non per questo meno importanti di quelli che scendono in campo. Silio Musa è uno di questi. Ne sa qualcosa , che dopo l’infortunio del 2006 probabilmente non avrebbe partecipato al Mondiale se non ci fossero stati Silio Musa e Vito Scala e che lo ringraziò pubblicamente consigliandolo alla Nazionale.



La stessa cosa la fece nell’anno dello scudetto, che al rientro dopo il grave infortunio al ginocchio si diresse ad abbracciare l’uomo che lo aveva curato dal suo arrivo nella Capitale. Una carriera nella Roma lunga più di trenta anni. Anni in cui tra le sue mani sono passati i muscoli, le ginocchia e le caviglie di tutti i giocatori della Roma.
Ora la sua missione si chiama Pizarro, l’ultimo infortunato in casa Roma.

Bisogna rimetterlo in sesto per la Supercoppa del 21 agosto: ci penserà Silio Musa.

Oggi termina il ritiro. Non ci sono stati problemi…

Siamo stati fortunati perché non ci sono stati guai . Di solito durante una preparazione ci sono sempre dei problemi, invece è andato tutto per il verso giusto. Pizarro è tornato in campo. E’ stato programmato un percorso riabilitativo. La sua ripresa si sta effettuando in modo graduale, abbiamo cominciato con la terapia per recuperare il muscolo, ora stiamo cominciando a lavorare in campo.

Come prosegue il recupero?

Risponde bene al percorso che è stato stabilito. Non ci sono state variazioni di sorta nel programma, stiamo aumentando sempre di più il lavoro. Oggi ha fatto più di dieci giri di campo senza fermarsi mai e senza accusare alcun problema. Sono test che ci fanno capire l’evoluzione del problema.

Sarà pronto per il 21 agosto?

Se riusciamo a completare il percorso e poi lo reintegriamo con la squadra non ci saranno problemi. E’ una valutazione che facciamo tutti i giorni in base al trattamento che è stato effettuato. In base a come reagisce il calciatore noi ci adeguiamo.

Nei giorni scorsi si sono fermati Simplicio, Cassetti, Adriano.

Sono piccoli problemi muscolari da mettere in preventivo durante una preparazione. Adriano due giorni fa è uscito dal campo toccandosi una coscia. Un piccolo problema muscolare, nessun problema. ha detto di sentirsi come un venticinquenne. Sta benissimo, è tirato come una corda di violino. Durante l’estate ha lavorato: gli avevamo preparato un programma, anche alimentare, che lui ha seguito scrupolosamente. Si è presentato in ritiro in ottime condizioni.




La nuova preparazione studiata dal professor Capanna può facilitare la prevenzione degli infortuni?


L’infortunio non si può evitare né prevedere e può accadere in ogni momento. Si fa il possibile per mantenere una condizione sempre elevata ma poi se uno è “sfigato” non ci si può fare proprio niente. Sia a Trigoria sia qui a Riscone c’è una cura maniacale dei campi d’allenamento. Il campo ha un ruolo importantissimo. Avere un campo sempre in ottime condizioni, con l’erba sempre tagliata consente di avere meno problematiche. Un campo poco curato è più rischioso per la salute dei calciatori.



Chi sono i giocatori più in forma?

Vucinic è quello che sta più in forma, anche se gli altri stanno comunque in buone condizioni. Poi è logico che c’è chi ha curato di più alcuni particolari. E’ ovvio che chi ha un fisico più pesante ci mette più tempo ad entrare in forma.



Come Adriano?

Rispetto alle visite mediche del Gemelli ha perso tanti chili, non si può pretendere che uno perda 30 chili in 20 giorni. Bisogna fare una dieta in maniera graduale per arrivare il più vicino possibile al peso forma.



In questi anni hai lavorato con molti medici sociali, Brozzi, Spataro, Pengue. Come ti sei trovato a collaborare con loro?

E’ ovvio che ognuno ha la sua personalità. E’ come tra giocatori e allenatore: c’è quello più esigente, quello che sorvola un po’ di più.



Con Brozzi avete sperimentato una fasciatura per ridurre i versamenti dopo gli infortuni muscolari.

Avevamo creato questa compressione da applicare al momento del trauma che ci ha dato buoni risultati. E’ stata un’illuminazione perché abbiamo visto che agire immediatamente sul trauma riduceva il versamento, che è poi quello che ti dà maggiori difficoltà nel recupero. E’ una soluzione che continuiamo ad applicare anche oggi, nella speranza che non ce ne sia mai bisogno. Un bilancio del ritiro. Assolutamente positivo. Siamo soddisfatti, la fortuna ci ha assistito e speriamo che continui così per tutta la stagione.