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IL ROMANISTA (G. PIACENTINI) - Un gol, un assist, un colpo di tacco strappa applausi e tante giocate da numero uno. Quale è. Jeremy "Jerry" Menez, ieri sera titolare contro lAl Sadd per sessanta minuti, ha offerto lennesima buona prova dopo i quindici minuti di alto livello di pochi giorni fa contro lAlto Adige e ha dimostrato, ancora una
Non è un caso che da Ranieri in poi tutti quelli che hanno parlato in ritiro hanno avuto una parola buona per lui. Da Totti a Bruno Conti «puntiamo su Menez che è un grande giocatore», fino a Vucinic «tutti parlano di tridente ma cè anche Menez» fino ad Adriano, che non lo conosceva ma ha già imparato ad apprezzarlo «non lo conoscevo ma tecnicamente è straordinario, coi piedi può fare quello che vuole». Una promozione sul campo, insomma, e se a lui non piace sentirsi chiamare rivelazione, poco importa. Limportante è che lui abbia voglia di dimostrare sul campo che le speranze del tecnico, dei suoi compagni e dei tifosi non siano mal riposte. «Io sto bene ha detto ieri ai microfoni di Mediaset - e sto lavorando bene, alla grande,speriamo di fare una bella stagione». Fare una bella stagione questanno può significare solo una cosa, vincere. «Secondo me questa Roma può arrivare lontano, più lontano dellanno scorso però dobbiamo lavorare tanto e restare concentrati meglio dellanno scorso». Più lontani dello scorso anno, in cui la Roma è arrivata seconda in campionato e in finale di Coppa Italia, vuol dire alzare un trofeo importante. Qualche giorno fa Menez ha detto che il suo sogno è quello di vincere lo scudetto con la Roma e che la squadra giallorossa può arrivare in fondo sia in campionato sia in Champions League. Prima però cè la Supercoppa a Milano contro lInter il 21 agosto: la stagione può iniziare subito col piede giusto. «È la prima partita importantissima per noi e per i tifosi, speriamo di vincere questa partita per iniziare bene questa stagione».
Nelle prime due uscite stagionali, Ranieri lo ha provato in una posizione che non ha occupato mai in carriera, e cioè interno nei tre di centrocampo alle spalle del tridente (mentre ieri ha iniziato insieme a Totti e Okaka): una squadra spregiudicata e che difficilmente vedremo nelle partite che contano ma un esperimento che per certi versi ha dato i suoi risultati positivi. E poi Jerry, come dice Ranieri, che anche ieri sera è stato prodigo di consigli per lui dalla panchina, dalla metà campo in su può giocare in tutte le posizioni. Menez si sente un trequartista, ma per la Roma è pronto a sacrificarsi. «Ne ho parlato col tecnico, io mi sento un po più attaccante, però per la Roma sono pronto a fare tutto».