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CORSPORT (P. TORRI) - Tutti a casa. La Roma con la vittoria nel trofeo « Sud Tirol Cup Amica Chips » ( sì, lo sponsor era quello della patatina che tira), ha chiuso le due settimane di ritiro in Val Pusteria. Anche stavolta Ranieri ha optato per esperimenti come se piovesse. Il risultato del resto contava poco, meglio vedere le seconde linee e mettere in vetrina chi dovrà andare via. Comunque vincere fa sempre bene, nessuno si è fatto male, Menez ha confermato di essere pronto a stupire.
Più che un esperimento, la terza Roma stagionale è sembrata unutopia. Come se Ranieri intendesse valutare più gli uomini che la squadra. Di questi tempi ci sta tutto. E allora una linea difensiva che non vedremo mai più, Rosi e Antunes sulle fasce, coppia di centrali Mexes-Cassetti; ritorno ai quattro centrocampisti, su Guberti e Menez esterni nulla da eccepire, ma la coppia di centrali Perrotta-Greco è stata molto più che un esperimento. Davanti, poi, laccoppiata Totti- Okaka, con Adriano costretto in tribuna (con lui pure Simplicio e Pizarro) da un risentimento muscolare. Troppo, tutto insieme, anche se di fronte cera lAl Sadd, lex squadra di Zarate, una delle squadre asiatiche più titolate, in tribuna anche lo sceicco Al-Thani figlio dellemiro del Qatar, in rosa anche tre reduci dal Mondiale, lalgerino Belhadj che ha preferito i petroldollari alle chiacchiere di Lotito, livoriano Keita e il coreano (del Sud ovviamente) Lee Jong So. Il risultato è stato un primo tempo a ritmi slow che più slow non si può: due occasioni per gli arabi, sempre sul buon piede di Da Silva, Cassetti ha salvato sulla linea sulla prima, è stato bravo il recuperato Julio Sergio sulla seconda; due gol dei giallorossi, il primo con un bel destro di Menez dopo combinazione Rosi- Totti, il secondo di Okaka messo davanti alla porta da un Menez scintillante, terzo gol consecutivo per Stefanone che, poi ha avuto un altro paio di occasioni, una puntata di destro alta, un sinistro parato a terra da un Al Sheeb di rosa vestito. Qualche indicazione positiva per Ranieri è arrivata anche da un Rosi continuo sulla fascia, da un Mexes che è sembrato più in palla rispetto allesibizione precedente, da un Guberti che ha garantito quantità e ubbidienza tattica.
Appena quattro i cambi decisi da Ranieri nellintervallo. Sufficienti comunque per rimodellare la Roma nel vecchio e mai dimenticato quattro- due- tre- uno. Neppure il tempo di prendere le misure che gli arabi, con il loro giocatore migliore, Da Silva hanno dimezzato lo svantaggio, verticalizzazione di Rizq destro in anticipo su Lobont, con il brasiliano che poi si è fatto il segno della croce. Per il resto, facciamo i complimenti a chi è rimasto davanti alla tv sino al novantesimo.