IL ROMANISTA (C.ZUCCHELLI) - «Gli italiani non interisti tiferanno per il Bayern». Una volta tanto, la dice giusta persino Mourinho
Stasera si gioca. Alle 20.45 (diretta Sky Sport 1 e Calcio 1, Premium calcio e Rai 1) gli occhi del mondo saranno puntati sullo stadio Santiago Bernabeu. La storia del calcio, ancora una volta, si farà nella casa del Real Madrid e Josè Mourinho ha già preso contatti per scegliere le piastrelle dello spogliatoio lanno prossimo. A toccare la palla di bronzo prima di entrare in campo (rito obbligato, pare, e non è quella della Curva Sud) saranno la multinazionale di Moratti e il Bayern Monaco, entrambe reduci dalla doppia vittoria - campionato e coppa di lega - in patria. Van Gaal ha loccasione storica di coronare una stagione straordinaria: di fronte Mou che ha scelto di far allenare i suoi giocatori proprio nella cittadella del Real, mentre la signora sta già valutando i cataloghi immobiliari: tre indizi, un tempo, facevano una prova lex allievo «che in panchina urlava sempre» e che, a quanto pare, non ha perso il vizio. In Europa però le conferenze stampa del portoghese sono più pacate che in Italia: niente insulti, niente broncio, nessun attacco al presidente avversario o qualsiasi altro esempio di un repertorio talmente noto da risultare ormai stantio: solo tanti complimenti agli avversari, e parole di circostanza.
«Voglio vincere questa coppa per lInter». Una rivelazione urbi et orbi. Perché lignaro popolo tifoso, tifoso e non, pensava che lui volesse vincere solo per se stesso e magari neppure si sbagliava. A quanto pare, invece, anche Mourinho pensa agli altri: un biglietto al fortunato tifoso, una coppa per tutti gli altri. Ci pensa talmente tanto che sul suo futuro preferisce non proferire parola. Però poi, per un secondo, torna in sé. E dice: «Dopo la partita vita nuova per tutti: non solo per me. Mondiali, vacanze, nuovo club, montagna...». Cosa abbiano in comune la Val Gardena e il Real Madrid, pronto a ricoprirlo doro con 10 milioni lanno, nessuno può dirlo. Quindi fa sensazione, quindi per Josè va bene così. Per questo, dopo aver regalato ancora sorrisi e baci a tutti i media presenti, è tornato in albergo a studiare ancora le mosse per neutralizzare il Bayern. Perché, dice, vuole rovinare una festache i tedeschi avrebbero già pronta. Non si fa.
Peccato che lui e i suoi (ex) giocatori abbiano fatto lo stesso, da mesi, in campionato. La Roma fino allultimo secondo ha provato a impedirgli di stappare lo spumante, stasera tocca al Bayern. Con la speranza che il finale sia diverso. Daltronde, in un tempo neanche troppo lontano, lo stadio del Bayern fu interamente colorato di bandiere giallorosse. E poi, al ritorno, Che sarà sarà