Totti: "Che freddo quassù in alto.."

12/04/2010 alle 10:16.

GASPORT - ROMAdStorie di re di Roma con la palla fra i piedi. Storie di leader che sanno far sognare una città a caccia di gloria. Francesco Totti come Paulo Roberto Falcao, Claudio Ranieri comeNils Liedholm: un filo rosso che porta dal 1984 a un pomeriggio di aprile del 2010, quando il capitano stoppa la sua sostituzione per far uscire al suo posto Menez. Bulimia di gloria? Non stavolta. «Se resta in campo, l’arbitro lo butta fuori», dice Totti al suo allenatore, ricordando come nel giro di pochi minuti il francese avesse rimediato un’ammonizione e sfiorato la seconda sempre

Freddo & Storia Francesco all’epoca era un bambino, per questo all’uscita dello spogliatoio preferisce ammiccare al presente: «Jeremy era nervoso, meglio che uscisse lui». Ma si capisce come questo non sia giorno di polemiche. C’è da festeggiare un primato in solitario che mancava dal 23 settembre 2007 e addirittura, se si considera solo il girone di ritorno, dal 10 febbraio 2002. «Fa freddo a stare così in alto...», dice scherzando il capitano. «La vittoria contro l’Atalanta ci ha permesso di conquistare tre punti veramente essenziali. Una cosa è certa, metteremo tutto noi stessi: da adesso ogni partita sarà una finale, le giocheremo con questo spirito».

Mister 17 Se sarà affilato come quello di Mirko Vucinic, la Roma può dormire sonni tranquilli. Con il gol segnato all’Atalanta (l’11o: capocannoniere della squadra in campionato) l’attaccante ha portato alla causa giallorossa 17 punti. Nessuna sorpresa, perciò, che Mirko reinventi anche il suo italiano. «Questo primo posto è una cosa "molto bellissima", speriamo che continui a durare. Comunque il punto di forza del nostro gruppo è il sacrificio, anche nei momenti difficili siamo rimasti sempre uniti». Questo è servito per limitare il ritorno dei bergamaschi. «Ma quando vinci 2-0 c’è sempre un po’ di calo di concentrazione».

Favoriti E ora sotto col derby. «Ogni partita è difficile, masappiamo quanto sia importante a Roma la partita con la Lazio. Ovvio che speriamo di vincerlo noi». Già, perché nascondersi? Adesso è la Roma che guarda tutti dall’alto in basso. «Quando è stata prima l’Inter la favorita era l’Inter, adesso siamo primi e quindi siamo noi i favoriti». Una logica implacabile. Da capolista.