
IL ROMANISTA (F. BOVAIO) - Che sia benedetto il tuo piede sinistro, Riise, che quando serve ce lo metti sempre, specie di notte, quando ci fai andare a letto con la speranza di un domani migliore e un sogno da coltivare. Un sogno in tricolore che ora, in attesa del big-match di sabato, si farà di notte in notte sempre più vivo, augurandoci che almeno stavolta la nostra storia vada a farsi benedire e che la Roma vinca, finalmente, la partita più importante della sua stagione. Troppe volte lha persa in passato cadendo nel momento decisivo, perché ora, adesso, sia giunto davvero il momento di cambiare registro.
Che poi a quelli gli andiamo ad un punto e allora si che poi ragioniamo. Ecco, lo vedete, il sogno si sta già impossessando delle nostre menti, che quando cominciano a ragionare così non le fermi più. E ci dispiace che
questo Roma-Inter così importante sia stato messo alle 18.00 e non alle 20.45, perché in questo secondo caso, ne siamo quasi sicuri, il "roscio" nato in Norvegia ci avrebbe rimesso quel suo piede fatato che ieri ha sbloccato lo 0-0 di Bologna lanciandoci verso una vittoria che potrebbe rivelarsi fondamentale in questa stagione così strana e, per questo, affascinante.
Il fatto è che di notte Riise si accende come un cerino e diventa sempre protagonista: fu così a Torino contro la Juventus, quando al 93 segnò la rete di una vittoria che ci mancava dal 2001; fu così nella maledetta sera della sconfitta interna con il Panathinaikos, in cui comunque lui aveva segnato su punizione l1-0; fu così nel 4-1 al
Palermo; è stato così ieri, nella gara in cui ha segnato il suo ottavo gol tra campionato (5) e coppe (3 in Europa League, tutti di notte, ovviamente), eguagliando il suo personale record di marcature in una stagione. E sempre il suo piede sinistro. Quello che da ieri sera ci fa sognare ancora più intensamente.