Ciambellone, chinotto e scaramanzia «Se si mette male m’affido alla Befana»

27/03/2010 alle 10:29.

IL ROMANISTA (D. GALLI) - Io ci’ho ’na cosa meravigliosa. È ’na befana elettronica che tengo sotto al culo. Se se vede la malaparata, uno dei soci me fa sempre: “Ah Se’, accendi la befana!”. Allora io di corsa l’accendo e la Roma se sarva». Che vi aspettavate da un testaccino doc alla vigilia di Roma-Inter?

 
Rosi, tante per dirne una, ha già pronta la befana. Che verrà pure di notte con le scarpe tutte rotte. Ma che il giorno in cui gioca la Roma ha un posto speciale: sotto al sedere di Rosi. All’occorrenza, e su richiesta, il presidente la solleva. «Siamo malati, vero?». Ma no, siamo romanisti. A proposito, ma la befana scacciaguai funziona? «Beh, ci aiuta sempre». Venghino signori, venghino. Ogni socio pagherà 6 euro e con sé porterà solamente la Roma. Al resto ci penserà la famiglia Rosi. Sergio e Maurizio si divideranno tra telecomandi e servizio ai "tavoli". La signora Ombretta - la moglie di Sergio - dovrebbe preparare il ciambellone («mo’ vediamo, è reduce dall’influenza»). All’intervallo saranno offerti Coca Cola, aranciata o Chinotto. A scelta. Ma niente alcol. «Non possiamo, la legge ce lo vieta». L’alcol sarà vietato. A meno che... «Non diciamo niente. Ma se succede quello in cui speriamo, alla fine potrebbe esserci una sorpresa». Sarà una sorpresa alcolica. Rosi ridacchia divertito: «Ahò, e quanno ce vo’, ce vo’». Speriamo che ce vo’.