
IL ROMANISTA (P. FRANCHI) - E che cosa vuoi che ti dica, direttore? Bene benissimo, bravi bravissimi, avanti così. Cera da soffrire, abbiamo sofferto. Cera da reggere, abbiamo retto. Cera da vincere, abbiamo vinto. Potrei anche finirla qui, mandare un bacione a John Arne e alla sua zampa deliziosamente rapinosa, e magari mettermi ad almanaccare su come trascorrere queste stupidissime giornate che ci separano da Roma-Inter, se non fosse che, devo togliermi il cappello di fronte a Claudio Ranieri.
Dire che il suo principale merito è di aver messo su una squadra di lottatori è poco. Può darsi, non ci giurerei, che abbia sbagliato qualcosa nel primo tempo, Vucinic sembrava un po stanco, Menez andava un po meglio però non era il Menez di Roma-Udinese, il pressing del Bologna era asfissiante. I cambi, però, Ranieri li ha azzeccati alla grandissima. Come fanno soltanto gli allenatori di qualità superiore.
Su Cerci, che tante volte ho criticato, e non da solo, mi ricredo e pubblicamente mi autocritico.
Su Julio Baptista proprio no. Nel senso che io, per la Bestia, nutro da tempo uninsana passione, come sanno perfettamente i miei confratelli della tribuna Tevere laterale B, fila 32. Ieri il suo gol (ma non soltanto il suo gol) mi ha ripagato di tante domeniche trascorse litigando con i vicini, e brontolando nei confronti di buona parte della curva Sud, che troppo spesso lo ha ingenerosamente fischiato. Ranieri, ci giurerei, la pensa proprio come me, ieri ha voluto dimostrarlo, e la Bestia (un giorno forse capirò perché mai chiamano così questuomo mite e gentile) lo ha ripagato come sa.
Cari fischiatori, pentitevi, siete ancora in tempo, ma non avete a disposizione uneternità: di qui alla fine del campionato sentirete ancora parlare molto di lui. Adesso, aspettiamo tranquilli lInter. Siamo secondi a quota cinquantanove, a chi ce lo avesse detto a inizio campionato avremmo dato del matto. Non siamo sazi, ci mancherebbe, ma sereni e soddisfatti sì. Se verrà qualcosa in più, usiamo pure questo eufemismo, impazziremo. Se no, saremo felicissimi lo stesso.